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domenica 11 maggio 2014

MADE IN ITALY: VIA IL SEGRETO SU AZIENDE CHE USANO INGREDIENTI STRANIERI

SARANNO FINALMENTE RESI PUBBLICI I FLUSSI COMMERCIALI DELLE MATERIE PRIME PROVENIENTI DALL’ESTERO PER LA PRODUZIONE ALIMENTARE.

Saranno finalmente resi pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare, dopo le proteste degli agricoltori sul Brennero e le molteplici iniziative di mobilitazione messe in campo dalla Coldiretti al fine di contrastare le aggressioni al Made in Italy conseguenti alla lavorazione nel nostro Paese di prodotti alimentari oggetto di importazione o di scambio intracomunitario, e la successiva messa in commercio come prodotti autenticamente italiani. Lo ha annunciato il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin che ha accolto la richiesta presentata dal presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo di togliere il “segreto di Stato” sui dati inerenti agli scambi per sostenere la ripresa economica in una situazione in cui contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori ed a danno delle aziende agricole. Per il Presidente Regionale della Coldiretti di Basilicata Piergiorgio Quarto “fino ad oggi una articolata quanto inutile normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati senza apparenti motivazioni legati alla tutela della riservatezza, causando gravi turbative sul mercato e preoccupazione dei consumatori, per la mancanza di trasparenza sulla provenienza degli alimenti. Tutto ciò ha favorito il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del Made in Italy, con il concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina, l’olio di oliva proveniente dalla Spagna o i prosciutti provenienti dalla Germania “spacciati” per Made in Italy”. Il Ministro della salute ha disposto l’immediata costituzione di un comitato presso il Ministero composto da esperti della materia, incaricato di definire, in tempi brevi, le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agroalimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati. L’eliminazione del “segreto di Stato” sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini realizza, dunque, una condizione di piena legalità diretta a consentire lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane che sono ostacolate dalla concorrenza sleale di imprese straniere e, soprattutto, nazionali, che attraverso marchi, segni distintivi e pubblicità, si appropriano illegittimamente dell’identità italiana dei prodotti agroalimentari.

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