Sono ormai oltre 40 giorni che il gruppo dei "Disoccupati di Viggiano", nell’omonimo comune presidia l’area innanzi agli uffici del Distretto Meridionale Eni. Il motivo, la richiesta di occupazione che secondo loro sarebbe per lo più riservata a maestranze proveniente da fuori regione e solo una minima parte alle popolazioni locali che, invece, subiscono solo le conseguenze negative che le attività estrattive costano in tema di ambiente e salute. Abbiamo sin dall’inizio, era un giorno di sole quel il del presidio seguito i manifestanti e ora ci torniamo per conoscere i risultati, se vi sono, e l’umore del gruppo. Un gruppo eterogeneo, con persone più adulte accanto a giovani madri, ragazzi e ragazze. Lo abbiamo fatto con alcune domande alla portavoce Laura Votta. Quando arriviamo al gazebo, in una mattina che sembra di pieno inverno con la neve che ha fatto capolino a Viggiano a rendere ancora più dura la permanenza sotto il telone del gazebo, la portavoce è appena rientrata dal comune dove, alcuni dicono, si sarebbe recata per rispondere all’ennesimo invito di consegnare presso gli uffici comunali una lista dei disoccupati e relativi curricula. Pochi minuti e sarà lei in persona a esporci i motivi della capatina in comune.
l'Intervista: Sono ormai circa 40 giorni che siete in presidio, qualcosa si muove? Non molto. Varie figure istituzionali locali sono venute a farci visita con la promessa che prima della V linea qualcosa si sbloccherà dal punto di vista occupazionale. Non sappiamo se essere speranzosi o scettici, intanto siamo qui e non smonteremo finché l’ultima persona del gruppo non avrà trovato occupazione.
Il tempo allenta la protesta, siete ancora uniti in tanti o qualcuno si è fermato?
Siamo sempre numerosi, anche se qualcuno è saturo di rabbia perché in 40 giorni di presidio non ci sono stati cambiamenti eclatanti. Un solo assunto per ora! Abbiamo deciso di organizzare il presidio in 4 turni di 10 persone alla volta. Non Molliamo!
Hanno cercato di dividervi, promettendo a qualcuno un occhio di riguardo?
Per ora no. Siamo un gruppo forte e come tale avanziamo insieme! In periodo di elezioni ci aspettiamo di tutto ma ancora nessuno è riuscito a dividerci né ci riuscirà. Non cerchiamo promesse ma soluzioni concrete.
Avete avvertito la vicinanza della popolazione?
Alcuni di loro sono vicini alla nostra causa: qualcuno ci dà consigli, qualcun altro ci dà coraggio, molti di loro seguono la nostra lotta a distanza perché costretti a cercare fortuna lontani da casa. In molti pensano sia una perdita di tempo perché convinti che questo sistema di favoritismi non si combatta così pacificamente. Molti amministratori hanno fatto visita al gazebo. Solo campagna elettorale, a Viggiano si vota, o c’è qualcosa di concreto?
Nulla di concreto. Solo parole e promesse dettate dalle circostanze. A proposito dell’Amministrazione, è vero che vi hanno negato persino delle sedie?
Si! Il gruppo ha presentato domanda scritta per l’utilizzo di sedie comunali che ci sono state verbalmente rifiutate con la seguente motivazione dal vice sindaco: “I Carabinieri non vogliono perché hanno timore che siano utilizzate per ledere persone o cose”. Però in compenso vi hanno chiesto una lista con i nomi dei disoccupati. No! Loro non ci hanno chiesto nulla, ma noi abbiamo ritenuto opportuno sapessero quante e quali persone aderissero al gruppo.
Segnali da Eni?
Da Eni abbiamo ricevuto solo l’indifferenza del responsabile, Ruggero Gheller. Molteplici sono state le richieste di un incontro da parte del gruppo ma queste non hanno mai ricevuto risposta. Sino a quando andrete avanti? Quali risultati per rimuovere il presidio?
Finché le nostre rivendicazioni non prenderanno forma: meritocrazia, accesso al lavoro; giusta ripartizione del lavoro, evoluzione delle carriere. Noi chiediamo occupazione non discriminazione. Abbiamo raggiunto al telefono il vice sindaco Roccantonio Montone per conoscere la sua posizione circa per la faccenda delle sedie rifiutate ai disoccupati il quale, evitando di rispondere circa il “consiglio dei carabinieri”, ha confermato il fatto. "Una decisione assunta insieme al sindaco per una questione di opportunità. Una cosa è la solidarietà personale, ha continuato, altro il fornire materiali con i quali bivaccare dinanzi gli uffici di un’azienda (l’Eni ndr) presa di mira. Il vice sindaco ha tenuto anche a ricordare che in una precedente occasione, quando il presidio fu montato davanti la sede del comune, le sedie furono concesse.
Intervista di
Paolo Sinisgalli
redazione-Agri-Lasiritide.it

Nessun commento:
Posta un commento