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lunedì 24 febbraio 2014

Val Basento: gli agricoltori si associano al comitato 'Aria Pulita'

Gli agricoltori della Valbasento rialzano la testa per riprendersi il loro territorio. Molti di loro, in una zona compresa tra Pisticci, Pomarico, Bernalda e Ferrandina, si sono associati al comitato «Aria Pulita» Basilicata: rappresentano un territorio di centinaia di ettari lungo il Basento che, per l’inquinamento delle falde e dello stesso del fiume, oltre che per la presenza di diossine ed amianto, ha visto diminuire le proprie potenzialità o, addirittura, azzerare produzione agricola e pascolo. Dopo aver perso l’industria e, con essa, circa 5mila posti di lavoro, questo territorio adesso sconta perdite per milioni di euro, oltre a decine di posti di lavoro nel settore un tempo trainante. L’ufficialità dell’associazione ad «Aria Pulita» è arrivata a Pisticci scalo, nella zona industriale simbolo, circa 50 anni fa, dell’illusione di una nuova ricchezza, ed oggi, di una continua morte produttiva, lavorativa e, soprattutto, umana.
«Non vogliamo più assistere inermi allo sfaldamento delle nostre aziende ed alla distruzione del lavoro di intere generazioni», hanno ribadito nel corso di un’affollata conferenza stampa tenuta in un’abitazione privata, che ha visto la partecipazione della presidente di «Aria Pulita», Luciana Coletta, e di Eros Greco, anche lui del comitato potentino, nonché del sindaco di Pomarico, Giuseppe Casolaro (unico rappresentante istituzionale) e di cittadini della zona che, pur non essendo agricoltori, sono comunque sensibili alle tematiche ambientali che attanagliano la valle del Basento materana. Gli agricoltori, nel chiedere interventi urgenti ed indifferibili alle istituzioni, ad iniziare dalla Regione Basilicata, hanno anche ribadito di avere di avere una loro etica, chiedendosi cosa danno da mangiare ai loro figli e cosa portano sulle tavole di tutto il mondo. «Abbiamo creduto in un’agricoltura sana, fatta di biologico e riconoscimenti dop, allevamento di podoliche. Abbiamo realizzato marchi prestigiosi portando l’orgoglio italiano sulle tavole dei Paesi stranieri. Qualcuno fino ad oggi ci ha voluto far credere che è possibile tenere sullo stesso territorio i pozzi di petrolio, i parchi, l’agricoltura biologica e lo smaltimento di rifiuti tossici nel fiume più lungo d’Italia che si getta nello Jonio. Basta inquinamento, basta truffe. Questo territorio, il più grande della Basilicata, sta pagando in termini di salute, vite umane e profitto un prezzo altissimo, smisurato rispetto al lavoro che non c’è. Questa è la terra dei Fuochi della Basilicata».

Piero Miolla
la gazzetta del mezzogiorno

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