Dopo le dimissioni del governatore De Filippo, da capo dell'esecutivo regionale e successive elezioni del novembre scorso, che hanno visto la vittoria, ancora una volta netta, del centrosinistra, in queste settimane è partita la giunta estranea-estranea. Due volte estranea sia perché membri non eletti, sia perché non residenti in Lucania o non lucani
E tale situazione potrebbe, in teoria, essere, alla fine, un qualcosa di positivo. Ma questo lo vedremo e lo potremo giudicare solamente quando i guidatori saranno andati a regime. Quando gli atti amministrativi e legislativi della giunta e sua maggioranza saranno in linea con le aspettative che amministratori comunali e cittadini si attendono. Per verificare se i ritardi accumulati per anni potranno essere ridotti. Ed i macro settori socio-economici oggetto di miglioramento. Siamo certi che al lucano ben poco interessa da chi viene amministrato o il colore del responsabile di dipartimento. Vuole che i problemi, che ci sono da un lato, e le ricchezze dall'altro, facendo sintesi, possano servire a migliorare il drammatico quadro generale. Dando dignità ad un popolo che da decenni sta soffrendo come non mai. Gli analisti parlano di una Lucania a terra, sfiduciata, depressa, incapace di reagire e di passare all'attacco. Imprenditori che mollano, o costretti a mollare. Dal 2008 al 2012 sono entrati nelle casse regionali ben 650 milioni di euro. A meno di non essere noi tutti incapaci di intendere e di volere, non abbiamo ad oggi compreso quali sono stati i vantaggi derivanti da cotanta ricchezza. Da un lato, il neo governatore ha la fortuna di non appartenere in modo integrale all'apparato della oligarchia potentina regionale, dall'altro è stato comunque uno dei massimi protagonisti dell'ultima fase della vita politica della regione a fianco dell'ex democristiano De Filippo. Tanti consiglieri e assessori passeranno alla storia più per la faccenda dei rimborsi non spettanti e mal gestiti che per il lavoro legislativo svolto. Non lo diciamo perché appartenenti ad un altro mondo distinto e distante da quello che governa da decenni il massimo ente territoriale regionale, ma per la oggettività della situazione. Capiremo da subito se i trasferimenti e gli aiuti comunitari verranno spesi bene, e non solamente per i vari corsi di formazione e consulenze, che se in teoria, i primi, possono andare bene, nella realtà concreta non è cosi, perché una volta terminato lo stesso corso, il giovane apparentemente formato, non trovando sbocco occupazionale, è costretto a restare disoccupato oppure andare via dalla nostra terra, ed oggi i dati sulla emigrazione regionale parlano di ventimila lucani che in dieci anni hanno lasciato i propri paesi. Come sarà interessante, anche, seguire nei giorni a venire se la Regione Basilicata è veramente intenzionata, finalmente, alla realizzazione del piano speciale per lo smaltimento dei rifiuti, costretti oggi i comuni, in mancanza, a sborsare milioni di euro, perché una volta fatta la differenziata, con la partecipazione, encomiabile, degli stessi cittadini, il tutto ridiventa indifferenziata. Infatti, una gran parte dei rifiuti viene ancora smaltita in discariche a cielo aperto; altra parte, ad iniziare dall'umido, base prima del compost, non diventa tale, a differenza di quanto avviene in altre regioni, e in tutta Europa, che dalla monnezza ricavano ricchezza. Solamente abbattendo i costi di conferimento si potrà ridurre l'importo della tassa sui rifiuti, che sta mettendo in ginocchio tantissime famiglie, ed in crisi i comuni,visto che il governo Monti, tra i tanti guai che ha combinato, ne ha aggiunto quest'altro: cioè pretendere che siano i municipi a recuperare l'intero costo del servizio dalle tasche dei cittadini. Vedremo, anche, se l'agricoltura, che resta, per fortuna, ancora il primo settore economico lucano, avrà l'attenzione che merita, attraverso contributi per l'ammodernamento aziendale, per essere queste sempre più competitive, ma anche lo sforzo che deve essere sostenuto nel far conoscere le produzioni locali, attraverso la gratuita presenza nelle fiere e campionarie delle aziende stesse. Perché solamente quando un prodotto si conosce può essere apprezzato ed acquistato. E noi di prodotti agricoli da vendere ed essere acquistati nel mondo, abbiamo l'eccellenza (ortofrutta, con fragole, agrumi, uva e drupacee in primis, ma anche grano, formaggi ed olio, con la regione che investa e metta in contatto produttori e mercati nazionali ed esteri). Ma anche come affrontare il grave problema del dissesto idrogeologico della nostra terra bellissima quanto fragilissima. Ecco solamente alcuni spunti di riflessione. Il lavoro da fare è tanto, ne siamo consapevoli, perché anche amministratori. Direi ciclopico, ma bisogna pur iniziare un ciclo nuovo. Noi ce l'auguriamo, per il bene di tutti.
Ma bisogna eliminare da subito sprechi ed inefficienze, lobby e clientele varie, utili a portare voti ma anche buone a distruggere ricchezze, che abbiamo in quantità, in modo colposo.
Leonardo Rocco Tauro
Ufficio Politico – Destra Sociale
Assessore Comunale
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