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mercoledì 19 febbraio 2014

Fiat, i sindacati convocano i delegati aziendali per fare il punto sul contratto.

Una delegazione della Fim lucana all'assemblea di Roma. Permane il braccio di ferro sugli aumenti salariali. Burmo: “Senza aumenti, niente contratto”. E lunedì incontro a Melfi su Sata. La Fim chiede di accelerare i tempi sui nuovi modelli.

Si annuncia un'intensa settimana di incontri sul futuro in casa Fiat. Si parte domani a Torino con la prima delle due assemblee nazionali delle rappresentanze sindacali aziendali di Fiat e Cnh Industrial indette da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf( quest'ultima sigla è quella dei quadri e capi Fiat). Venerdì toccherà ai delegati degli stabilimenti meridionali riunirsi a Roma, dalle 10:30, al Centro Convegni Carte Geografiche, in Via Napoli 36. 
A Roma sarà presente anche una folta delegazione della Fim Cisl Basilicata che porterà in seno all'assemblea nazionale le ragioni e le preoccupazioni dei lavoratori di Melfi. Al centro della discussione, lo stato di avanzamento della trattativa con Fiat e Cnh per il rinnovo del contratto nazionale specifico di lavoro, rinnovo che si è incagliato sulla spinosa questione degli aumenti salariali, con il sindacato fermo nel rivendicare un adeguato incremento in busta paga per il 2014 e Fiat che non vuole sentire ragioni trincerandosi dietro la crisi del settore automotive in Europa. Dal segretario reggente della Fim lucana, Leonardo Burmo, massima disponibilità al dialogo ma nessun passo indietro sul salario. “Siamo disponibili a trattare e a trovare una mediazione sulla collocazione del salario in busta paga”, spiega Burmo, che però avverte, “senza aumenti salariali adeguati per il 2014 è impensabile arrivare alla firma del contratto”. Intanto, lunedì 24, a Melfi, Fiat e sindacati tornano a confrontarsi per fare il punto del processo di ristrutturazione in corso nello stabilimento Sata. In quella sede – è la speranza – si capirà di più sui tempi di messa in produzione e di lancio sul mercato dei nuovi modelli suv, cui è legato il futuro sia della Sata che dell'indotto. “Saremo al tavolo per fare una verifica degli accordi – annuncia Burmo – ma soprattutto per chiedere che l'avvio della nuova linea di produzione sia il più rapido possibile”.

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