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giovedì 12 dicembre 2013

“Gestione rifiuti: replicare la buona pratica dell’Alto Bradano nel Parco nazionale dell’Appennino Lucano

Domani venerdì 13 dicembre – ore 17– Palazzo Manzoni - Marsico Nuovo. In un quadro lucano piuttosto desolante, i Comuni dell’Alto Bradano, coordinati dalla Comunità Montana, sono gli unici che sono riusciti a passare in tre mesi da percentuali di pochi punti di raccolta differenziata a oltre il 60%. Il segreto? Hanno deciso di avviare nel proprio territorio un sistema di raccolta “porta a porta”, l’unico in grado di ottenere i risultati attesi sia in termini di raccolta differenziata sia in termini di recupero dei materiali. Un modello territoriale che va replicato. Ne discuteranno i suoi protagonisti in un incontro intitolato “Gestione rifiuti: replicare la buona pratica dell’Alto Bradano nel Parco nazionale dell’Appennino Lucano” che si terrà domani venerdì 13 dicembre 2013 alle ore 17 presso Palazzo Manzoni di Marsico Nuovo (PZ). Interverranno: Domenico Totaro, presidente Parco nazionale Appenino lucano Val D’Agri Lagonegrese, Marco De Biasi presidente Legambiente Basilicata Onlus, Antonio Anatrone ex presidente Comunità montana “Alto Bradano”, Mario Giovanni Batti Sabia responsabile servizi integrati di gestione ambientale Comunità montana “Alto Bradano”, Antonio Nicoletti responsabile Legambiente nazionale Aree protette, Sergio Claudio Cantiani sindaco di Marsico Vetere. L’incontro rientra nell’ambito del progetto “Volontari naturalmente in rete”, promosso dalla rete di volontariato composta da Servizio Vigilanza Ambientale Legambiente Potenza, Circolo Legambiente Val d’Agri, Circolo Legambiente di Montalbano Jonico, Basilicata Ambiente Cultura Opportunità (B.A.C.O), Legambiente Basilicata Onlus e Comune di Sasso di Castalda e sostenuto da Fondazione con il Sud con lo scopo di promuovere la tutela del territorio e la salvaguardia della biodiversità. Diverse le iniziative messe in campo sull’intero territorio lucano in tema di salvaguardia dei beni ambientali, con l’intento di promuovere una “cultura del rispetto” da parte della popolazione della zona interessata e dei visitatori dei parchi e delle aree protette di riferimento.

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