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martedì 5 novembre 2013

" Rifiuti umani "

Valori di novembre analizza l’enorme impatto sulla salute dei cittadini, e il costo sociale ed economico, dell’inquinamento dei territori in Italia ed Europa. E quanto invece sarebbe conveniente avviarne la bonifica. Mentre solo ora, vent’anni dopo che siano state pronunciate, fanno scalpore le previsioni di catastrofe sanitaria del boss dei rifiuti della camorra Carmine Schiavone, imprenditore del clan dei Casalesi, «Valori, mensile di finanza etica, economia sociale e sostenibilità» diretto da Andrea Di Stefano esce a novembre con un dossier sui siti contaminati: sono 500 mila in tutta Europa, 57 le aree in Italia. Un dossier che denuncia le mancate bonifiche, e fa il conto dei danni accertati e potenziali dell’inquinamento industriale e da rifiuti (“il latte materno in Norvegia contiene 40 pg/Kg di diossine, a Milano 80, a Taranto 200 e a Brescia (zona Caffaro) 1200 pg/Kg”).
Cancro e altre gravissime patologie, la cui incidenza fuori media è verificata dall'Istituto Superiore di Sanità nelle zone esposte a inquinanti industriali e rifiuti, hanno un impatto drammatico sulla vita di intere comunità, e costi enormi per il loro trattamento. Eppure diversi studi analizzati da Valori dimostrano che risanare determinate aree avrebbe un peso economico decisamente inferiore: ai 143 milioni di euro preventivati da Stato e Regione per bonificare l’area del “Litorale Domizio e Agro Vesuviano”, dove si trovano la maggior parte dei siti di rifiuti pericolosi, si oppone un valore stimato del beneficio (riduzione di decessi connessi alle scorie) pari a 11,6 miliardi di euro. Le risorse della Cassa depositi e prestiti e i fondi strutturali europei potrebbero essere sfruttati per tutelare la salute dei cittadini e le prospettive di sviluppo dei territori. A patto di applicare sul serio il principio europeo secondo cui “chi inquina paga” e di combattere le ecomafie, impedendone ogni infiltrazione anche nelle opere di risanamento, che potrebbero invece costituire un volano per l’affermazione di nuove professionalità all’insegna della green economy. Di tutto questo e di molto altro, e particolarmente dell’inedito e aggressivo attacco delle multinazionali hi-tech e agrochimiche al principio di precauzione europea, si occupa «Valori» appena uscito: qui trovate altre anticipazioni ai contenuti del nuovo numero.

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