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giovedì 21 novembre 2013

Discarica di Colobraro: persi posti di lavoro in agricoltura

Sempre attuale il tema della discarica di Colobraro, gestita fino a qualche mese fa dall’ex Comunità Montana Basso Sinni, ora in liquidazione. Nei giorni scorsi, sui mass media locali sono state trattate le gravi condizioni di precarietà degli operai impiegati nella Piattaforma integrata per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi sita in località "Monticelli" di Colobraro. Gli amministratori locali continuano a considerare la discarica come un’occasione per creare posti di lavoro, ma nessuno tiene in considerazione l’altra faccia della medaglia, cioè i posti di lavoro venuti a mancare a causa dei danni subiti dalle aziende agricole ortofrutticole proprio per colpa della presenza dell’ecomostro. A causa della discarica e del fetore emanato, molti commercianti di frutta non acquistano più i prodotti agricoli delle aziende e chi lo fa, offre prezzi molto ridotti rispetto a quelli presenti sul resto del mercato. Il danno quantificato per le decine di aziende ortofrutticole, che si estendono per più di 600 ettari, è elevato: centinaia di migliaia di euro all’anno, dal giorno di apertura della discarica, e che si protrarrà per i prossimi decenni, per un danno complessivo di decine di milioni di euro. Questa cifra è di molto superiore al beneficio che tutti i Comuni del circondario hanno avuto e avranno dallo smaltimento dei propri rifiuti nella discarica. Dato che gli agricoltori non riescono ad avere abbastanza ricavi dalla vendita della frutta, hanno iniziato a tagliare gli investimenti e i costi. Quindi si è verificata una riduzione nell’acquisto di concimi, di prodotti fitosanitari, e il peso economico della discarica si è anche trasferito sul commercio di prodotti industriali per l’agricoltura. Inoltre, si sono già perse migliaia di ore lavorative, tra le 30 mila e le 40 mila ore all’anno, pari al lavoro svolto annualmente da 20 operai. Se la discarica garantirà 20 posti di lavoro per soli 4-5 anni, allo stesso tempo farà perdere tante ore di lavoro in un anno, pari al lavoro di 20 operai nel solo settore agricolo, ma per molti decenni. I numeri aumentano se si considera l’indotto e se si considerano le ricadute sugli altri settori, come il commercio e il turismo. Sommando tutti questi danni si potrà capire che le affermazioni degli amministratori locali si basano soltanto su alcune parziali informazioni, omettendo di dire ai cittadini tutto il resto, lasciandoli nella più totale ignoranza. Tenendo tutto in considerazione, e non solo i bilanci comunali a cui i nostri sindaci guardano, la discarica di Colobraro, e il suo futuro ampliamento, produce, a livello di collettività, più danni che benefici. La discarica distrugge ricchezza, invece di crearla.

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