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giovedì 28 novembre 2013

BOLOGNETTI: Decadenza, decadenti e decaduti nell’Italia “Stato canaglia”.

Di Maurizio Boilognetti, Direzione Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni. Diciamocelo, la vicenda della “decadenza” di Silvio Berlusconi ha scatenato il festival dell’ipocrisia partitocratica. Come napalm stucchevoli frasi fatte sono piovute sulle nostre povere teste, e a poco è servito aprire l’ombrello. Attonito, ho ascoltato e letto che “la giustizia è uguale per tutti”. Quasi ipnotizzato ho udito un non mi ricordo chi affermare: “abbiamo difeso lo Stato di diritto”. Azz, ma quanto senso dello Stato in questo nostro paese! Quanti veri e sinceri democratici assetati di giustizia!
Sobrio, per esempio, il titolo del “Quotidiano della Basilicata” che annuncia: “Berlusconi è fuori”. Ok, il “mostro” è stato espulso da un’aula che da troppo tempo è stata trasformata in bivacco partitocratico. E adesso, adesso che “giustizia” è fatta, cosa facciamo?
La legge è uguale per tutti? Ne siamo certi? Anche per i detenuti in attesa di giudizio? Anche per chi attende lustri una sentenza in sede di giustizia civile? Anche per coloro che vittime o imputati vedranno andare in prescrizione, dopo le solite lungaggini, il procedimento che magari gli ha tolto il sonno e rovinato la vita?
Ma di quale legge parliamo? L’Italia è quel paese che da oltre 30 anni viene condannato per la non ragionevole durata dei processi e per carceri assurte a luogo di tortura per l’intera comunità penitenziaria. L’Italia è quel paese dove un parlamento “decadente” e istituzioni fuorilegge non riescono a calendarizzare un dibattito sul messaggio con cui il Presidente della Repubblica ha inteso onorare la sua funzione di garante del dettato costituzionale. L’Italia è il paese dove la volontà popolare e referendaria è stata ripetutamente tradita da un ceto partitocratico impotente, corrotto e corruttore. Cosa ne è stato del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati? Dov’è il rispetto per l’art. 27 della Costituzione? Altro che “abbiamo difeso lo Stato di diritto”!!! E’ vero o no che la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo è stata ridotta a carta da cesso?
In questo nostro Stato canaglia e criminale tocca ascoltare le grida di giubilo di chi ci racconta che “giustizia è fatta”. Intanto, nella più totale indifferenza da parte dei media, crepano centinaia di detenuti e si tolgo la vita decine di agenti di Polizia penitenziaria. Tutto questo mentre sul nostro paese incombe la “Sentenza Torreggiani”, che ha nuovamente e con vigore sottolineato la nostra condizione di Stato fuorilegge, incapace di rispettare la sua propria legalità. Centinaia di ore dedicate alla “decadenza” di Silvio Berlusconi e zero dibattito sulla bancarotta della giustizia.
A rischio di essere “linciato”, mi auguro che Silvio il decaduto riconverta le sue energie per chiedere a gran voce un’Amnistia per la Repubblica. Mi auguro che da domani, da subito, si discuta dei 10 milioni di procedimenti penali e civili pendenti che si traducono in vite spezzate, in giustizia negata, in opportunità di sviluppo bruciate. Mi auguro che in questa “democrazia reale”, che nega Diritto, Diritti e conoscenza, si comprenda che occorre interrompere la flagranza di reato in atto contro i Diritti umani e la Costituzione. Noi che nella necessità di rispettare la “legge” ci crediamo, non possiamo rassegnarci. Continueremo a puntellare con la forza della nonviolenza l’agire di chi ha compreso che siamo arrivati al capolinea. Toccherà, nonostante tutto, provare a ragionare al di fuori degli schemi imposti, provando nel contempo a stare alla larga da chi è capace solo di alimentare scontri tribali. Noi, con Marco Pannella, non ci stanchiamo nemmeno in queste ore di innalzare le nostre bandiere e seguire la nostra rotta: Giustizia, Diritto, Amnistia, Libertà, Democrazia.

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