In ordine alla notizia che il Commissario di Governo ha impugnato l’Assestamento di Bilancio che il Consiglio Regionale ha approvato il 6 agosto scorso per incostituzionalità, il Consigliere Regionale PDL Leonardo GIORDANO ha dichiarato: Si è fatto passare questo fatto come un banale incidente tecnico-contabile ma così non è. Per intanto conferma che l’opposizione di centrodestra ben fece ad abbandonare l’aula allorchè l’atto fu posto in votazione. Si trattò di un vero e proprio “assalto alla diligenza” da parte della maggioranza per fare entrare, nell’assestamento, emendamenti dal chiaro sapore elettorale e propagandistico, così come è avvenuto del resto durante il penultimo Consiglio Regionale per la concessione di contributi ad enti strumentali e locali. L’Assestamento ed il Bilancio consuntivo, tra l’altro, rappresentano una fedele fotografia della paralisi che caratterizza la nostra regione; cosa confermata anche dagli ultimi dati sui primi 6 mesi del 2013 con una diminuzione del PIL del 2,6% (3^ peggiore regione dopo Calabria e Campania-Sardegna e a pari posto del Piemonte) e con 2000 occupati in meno nei soli primi 3 mesi. L’Assestamento di Bilancio infatti evidenziava impietosamente un consistente aumento dei residui sia attivi che passivi, con un avanzo che, nel 2011, ammontava a 545 milioni di euro e nel 2012 è salito sino a 655 milioni a dimostrazione di una ridotta capacità di spesa e di ritmi di governo più che rallentati. Con esso si proseguiva sul canale del rinforzo della spesa corrente, con risultati non molto lusinghieri se è vero che nella sanità, nonostante essa assorba quasi l’intero gettito delle entrate tributarie, si registra il saldo negativo di 400 milioni di euro di emigrazione sanitaria dal 2001 al 2010 e di circa 80 milioni di euro nell’ultimo triennio, cioè di risorse consistenti che approdano a sistemi sanitari di altre regioni, aggiungendo alla emigrazione sanitaria anche una deleteria “emigrazione finanziaria”. L’articolo 10 del progetto di legge sull’assestamento di bilancio prorogava l’efficacia del Piano Regionale dei Rifiuti, un atto datato anno 2000, quindi abbondantemente superato, che di fatto ribadisce il regime delle discariche costringendo quei pochi comuni che virtuosamente e coraggiosamente hanno intrapreso la via della raccolta differenziata “porta a porta” a conferire l’umido fuori regione. Un pratica, questa, che contraddice pienamente il principio dell’”autosufficienza” conclamato dall’art.10. Infatti si importano rifiuti speciali da tutte le regioni per “Fenice” e “Tecnoparco” e si “esporta” un rifiuto “virtuoso” come l’umido e l’organico, con esborsi dei comuni verso impianti di compostaggio pugliesi per varie centinaia di migliaia di euro. L’impugnativa da parte del Governo centrale di questo atto fondamentale del bilancio regionale è quindi un fatto di natura squisitamente politica che non può essere fatto passare nel dimenticatoio come se si trattasse di un ininfluente incidente tecnico - contabile
Consigliere Regionale PDL
Leonardo GIORDANO

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