
E’ di ieri pomeriggio una nota della Presidente della CRPO di Basilicata, Antonietta Botta, che lamenta la pochezza numerica delle candidature femminili nell’agone politico in corso in vista delle prossime consultazione elettorali regionali del 17 e 18 novembre prossimi. La Botta riferendosi a “fiumi di parole inutili” denuncia tutta l’amarezza di uno spaccato sociale di genere di fronte a numeri irrisori letti in percentuale numerica. Ci preme, come UDC di Basilicata, sottolineare il segnale contrario che si può cogliere nella lista della provincia di Potenza dello scrivente partito che vede ben tre candidature di donne. Inoltre, se si ritiene di rivolgere la fiducia alle candidature di genere, sarebbe utile e proficuo fare quadrato attorno a quelle esistenti e giammai lamentarsi di quelle che non ci sono. Tanto, per dare forza e concretezza ad una progettualità e ad una trasversalità d’intenti che da anni esiste, ma che non riesce a trovare una via d’uscita e non si sa perché. Ciò che si auspica è il convergere in un punto iniziale di forza che possa proiettare un universo straordinario latente verso il prossimo triennio che nei programmi associativi europei punta diritto verso la conquista dei poteri decisionali nelle istituzioni. E’, infine, interessante riflettere sul fatto che fino alla fine dell’anno in Italia si voti quasi unicamente nella nostra regione ed eventuali affermazioni femminili nella massima aula consiliare territoriale potrebbero significare molto di più del mero risultato ed accenderebbero i riflettori su una regione che merita tanta attenzione in una programmazione di sviluppo nazionale.
La Responsabile del Movimento Femminile UDC di Basilicata
Lucia Pangaro
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