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lunedì 9 settembre 2013
Primarie Pd. Il renziano De Maria: appoggeremo chi farà propri i punti che noi proporremo ai 4 candidati
“Serve un nuovo modo per governare la Regione” Dai microfoni di Radio Laser l’attore Domenico Fortunato non le manda a dire. “C’è bisogno di trovare un modo nuovo di affrontare la realtà e di governare la Regione. Penso che, dopo tutto quello che è accaduto in questi due mesi, dal giorno dopo il prossimo voto di novembre la Basilicata non sarà più come prima. Cambieranno tante cose. A partire dalle percentuali di voto di tutti i partiti in gara”. Lo ha detto l'affermato attore di origini lucane, Domenico Fortunato, intervenendo a “Reset – La politica al punto di partenza”, la rubrica di approfondimento settimanale del Gr di Radio Laser, ideata e condotta dal giornalista, Antonio Grasso. “Io so benissimo – ha aggiunto lo stesso Fortunato nel corso dell’intervista - che la politica ed i politici non cederanno mai ad un rappresentante della cosiddetta società civile il ruolo di presidente della Regione, ma se - inizialmente - avevo dato la mia disponibilità era solo e semplicemente per contribuire a disbrogliare un'intricata matassa che - allo stato – non mi pare sbrogliata. Per niente. Perché non si è scelto un nome al di sopra delle parti. Ci sono ancora delle fazioni contro. Non so se per il bene della comunità lucana oppure no. Io spero che sia così, cioè che a trarne giovamento siano i lucani”. Quanto alle primarie del centrosinistra, in programma per il 22 settembre prossimo, l’attore ha detto di “portare molto rispetto per chi si è candidato”. Anche se, a proposito di impostazione politica, Fortunato non si è nascosto dietro parole di circostanza, rimarcando come: “Il politico vero è quello che va in giro non a dare ricette ma ad ascoltare la gente. Quello che prende nota di tutto fino all’ultima virgola, e cerca di capire come fare a risolvere tutte le istanze dei cittadini”. Chi, invece, si è speso fin dal primo momento per la candidatura dell’affermato attore di origini lucane è stato Gianluigi Laguardia, intervenuto telefonicamente nel corso della puntata per chiarire alcuni contorni della vicenda. “La mia non era stata una provocazione goliardica – ha sottolineato Laguardia – Tutt’altro. Io nella candidatura di Domenico Fortunato ci credevo (e ci credo ancora) fortemente. Perché dopo la mortificazione che la politica ed i partiti, che questo Consiglio regionale squallido, fatto di mendicanti, di gente che andava rattoppando scontrini in giro e in largo, senza dare una prospettiva ai giovani che continuano ad emigrare, senza dare un messaggio di speranza alle tante famiglie che sono preoccupate, senza dare una prospettiva d’investimento che non riescono o faticano ad investire in questa terra, avevo pensato che era possibile cambiare. Cambiare con gente che si è fatta da se come Domenico Fortunato. Noi dovevamo investire in gente come lui”. Sull’assenza di un rappresentante dell’ala renziana del Pd alle primarie del 22 c’ha pensato - a domanda del conduttore - il sindaco di Latronico, Fausto De Maria, a spiegarne i motivi. “Nel momento in cui ci siamo resi conto che c’erano già quattro candidature abbiamo ritenuto che una nostra candidatura avrebbe parcellizzato ancor di più il consenso e saremmo stati visti come una ulteriore nicchia di corrente. Per questo – ha aggiunto – abbiamo preferito mettere dei punti fondamentali e di chiedere ai candidati in lizza di farli propri. Chi lo farà avrà il nostro appoggio. Per questo ci vedremo martedì prossimo (domani per chi legge ndr) a Melfi”.

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