Il senatore a Radio Radicale in vista dell’Assemblea: “subito il Congresso, arroccarsi ancora sulle regole nuoce al partito”“Sono per Renzi ma non per un partito ad impostazione leaderistica. Abbiamo deciso con convinzione di appoggiarlo, ma che non sia una mina vagante, resta importantissimo il sostegno al governo Letta." Intervistato da Radio Radicale alla vigilia dell’Assemblea nazionale in programma a Roma domani e sabato, il senatore Salvatore Margiotta, componente della Direzione del Pd vicino a Dario Franceschini, motiva le ragioni del suo sostegno al Sindaco di Firenze. “Renzi incarna la visione del Partito democratico ‘che serve’ in una fase storica come quella che stiamo vivendo, una visione che si ricollega alle fasi iniziali del nostro viaggio, quelle veltroniane, che vedevano in Franceschini il vicesegretario nazionale e che, a mio avviso, continuano ad essere i giorni migliori per il Pd. Negli anni successivi infatti, si è un po’ persa quell’idea essenziale di vocazione maggioritaria, di inclusione, di capacità di parlare alla società nella sua interezza. Ci siamo chiusi –ammette Margiotta- guardando solo al nostro elettorato. Questo consente di avere il 20-25% dei voti ma non di sfondare nella società. Io credo che con Renzi si possa riprendere esattamente quel percorso”, continua il senatore lucano, anche Vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai.
E’ per il Congresso adesso, Margiotta, ma anche per separare l’elezione del segretario nazionale da quella dei segretari regionali: “un atto virtuoso per un partito che dice di essere a forte impronta federale” e, aggiunge, “nonostante appoggi Renzi penso che una buona dinamica di pesi e contrappesi non faccia mai male all’interno di un partito, mentre è nocivo continuare ad arroccarsi sulle regole, così come nuoce rinviare ancora la data del Congresso".

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