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sabato 14 settembre 2013

LE RISPOSTE TARDANO AD ARRIVARE MA I DANNI PER LE AZIENDE AGRICOLE SI RIPETONO ORMAI QUASI GIORNALMENTE

La tensione nelle campagne continua a crescere. A sottolinearlo è la Coldiretti dopo le segnalazioni che continuano a giungere dalle imprese che hanno visto pecore, mucche e cavalli uccisi e sbranati. “Purtroppo, si è costretti a constatare” afferma il Presidente Provinciale Teodoro Palermo “che, nonostante l’incontro tenutosi nel mese di giugno in Prefettura a Potenza e l’impegno del Prefetto a sostenere le istanze avanzate dalle imprese agricole trasferendo il documento proposto dalla Coldiretti di Potenza alle Istituzioni competenti, nulla è stato ancora fatto di concreto sul problema dei danni da animali selvatici, lupi e cinghiali”. Quindi è sempre più insostenibile e costosa la convivenza sul territorio tra agricoltori e fauna selvatica, la cui consistenza numerica ha raggiunto livelli davvero preoccupanti, tali da non poter essere più tollerata; è saltato l’equilibrio biologico. C’è poi da considerare che il computo ufficiale dei danni non dà l’esatta realtà del fenomeno, in quanto spesso gli agricoltori rinunciano a fare domanda di risarcimento, scoraggiati dai tempi lunghissimi e dalle estenuanti procedure burocratiche. Ad esempio, per quanto riguarda i danni da lupi, non sono stati ancora completati i risarcimenti relativi all’anno 2010. I risarcimenti poi sono davvero irrisori e non tengono conto, tra l’altro, dell’ulteriore danno subito se non si riescono a mantenere eventuali impegni contrattuali presi con gli acquirenti a seguito della devastazione delle colture. Come pure, non va trascurato il problema dello smaltimento delle carcasse degli animali da allevamento il cui costo oramai assorbe quasi completamente il valore dell’indennizzo; tale obbligo sanitario oggi è a totale carico degli allevatori. “Bisogna immediatamente convocare un Tavolo Istituzionale” osserva il Direttore Provinciale della Coldiretti di Potenza Franco Carbone “per lavorare sulla prevenzione e rivedere il sistema di accertamento e risarcimento dei danni, tra l’altro diverso tra gli Enti coinvolti. Gli agricoltori sono stanchi di subire le conseguenze di un’inefficiente gestione della fauna selvatica, gestione che, tentando un compromesso tra le posizioni delle associazioni ambientaliste e quelle della caccia, non riesce a dare risposte razionali e di fatto fa ricadere totalmente sulle imprese agricole le conseguenze di scelte poco lungimiranti e non corrispondenti alla dimensione del fenomeno.”

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