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mercoledì 25 settembre 2013
I sindacati lanciano l'allarme sugli appalti pubblici nella sanità lucana
Che fine ha fatto il bando unico per i servizi di pulizia e mensa nella sanità lucana? Se lo chiedono Aurora Blanca (Fisascat Cisl), Emanuela Taratufolo (Cgil) e Filippo Viggiano (Uiltucs Uil) che denunciano una “situazione al limite della legalità con appalti prorogati fino a nove anni e lavoratori sempre più sfruttati dalle aziende per far quadrare i conti”. “Il bando unico promesso dalla Regione e affidato al Crob di Rionero sarebbe dovuto servire a mettere un po' di ordine lì dove oggi regnano l'incertezza più assoluta e la più totale discrezionalità delle aziende sanitarie e dei nosocomi. Ci risultano casi di aziende ospedaliere in cui l'appalto per il servizio di mensa e pulizia è scaduto da ben nove anni e dove le aziende non sono più in condizione di assicurare il servizio perché i costi sono decuplicati mentre l'importo dei lavori ha beneficato dell'adeguamento Istat ma solo in alcuni casi. Per non parlare del sempre più frequente ricorso al subappalto fuori da ogni regola. Una situazione che interessa pressoché tutte le strutture sanitarie sul territorio. Il risultato è che le aziende scaricano i maggiori oneri sui lavoratori pagando i salari in ritardo o ricorrendo a ritmi di lavoro sempre più intensi e condizioni al limite delle più elementari regole di sicurezza”. Blanca, Taratufolo e Viggiano si appellano al governo regionale “affinché sblocchi definitivamente il bando unico con la relativa stazione unica appaltante e ponga fine al regime di proroga continua che incide negativamente sulle condizioni del lavoro e sulla stessa qualità dei servizi offerti agli utenti del servizio sanitario regionale”.

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