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mercoledì 11 settembre 2013

Approvata adozione Piano strutturale provinciale

È stata approvata dalla maggioranza, con l'astensione dei consiglieri del Pdl Michele Destino, Salvatore Giannasio, Antonino Capuano e Severino Notarfrancesco e del capogruppo Aurelio Pace (Gruppo misto), nella seduta del Consiglio provinciale di oggi, l'adozione del Piano strutturale provinciale (Psp), ai sensi della legge regionale 23/99. Dopo l'adozione scattano 30 giorni di pubblicazione e ulteriori 30 giorni per le osservazioni che dovranno essere valutate dalla stessa assise provinciale per arrivare all'approvazione definitiva del Psp. "Con l'adozione del Piano strutturale provinciale si raggiunge un obiettivo fondamentale della consiliatura, consegnando alle comunità uno strumento molto importante per leggere e governare il territorio. Un obiettivo raggiunto grazie alle forti sinergie tra diversi livelli istituzionali - ha affermato il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza - che hanno visto la Provincia di Potenza diventare il luogo privilegiato nel quale il sistema degli enti si è riunito per tagliare questo storico traguardo, in modo da arrivare più pronto all'impegno alla prossima programmazione dei fondi comunitari 2014-2020".Secondo il presidente, "l'importanza del Psp assume maggiore rilievo alla luce della riforma della governance e dell'incertezza di futuro in cui vive l'Ente di area vasta, oltre alle difficoltà di attuazione delle Aree programma e della nascita delle Unioni di Comuni. Quindi il Psp non acquista importanza solo da un punto di vista tecnico, ma piuttosto rappresenta una combinazione tra democrazia, partecipazione, alleanze e scelte, in una parola governo a difesa dei diritti di cittadinanza. E in una Basilicata dalle tante contraddizioni - ha aggiunto Lacorazza - questo strumento diventa fondamentale per costruire sia l'equilibrio tra geografia (grande spazio) e demografia (pochi abitanti) sia quello tra industria e paesaggio tale da rafforzare le potenzialità ambientali e turistiche del territorio, senza impedire la presenza di insediamenti industriali. Nei prossimi anni, come indicato dal Psp, sarà decisivo puntare sull’accessibilità del nostro territorio attraverso il miglioramento delle infrastrutture interne alla regione (strade e ferrovie, innanzitutto) e la realizzazione di nuove connessioni materiali con i principali nodi della mobilità del Mezzogiorno. In questo contesto di potenziamento del collegamento Potenza-Melfi e quello verso Bari e l'Alto Bradano, l'area metropolitana di Potenza, con la Basentana, rappresenterà una cerniera fondamentale tra il Nord e il Sud della regione". Nel suo intervento, il dirigente dell’Ufficio Pianificazione territoriale Alessandro Attolico ha sottolineato come "l'anticipazione del completamento del Piano sia stata una sfida che abbiamo accolto positivamente, per raggiungere un obiettivo a cui l’amministrazione provinciale ha lavorato in stretto e costante rapporto con la Regione". Attolico ha quindi ripercorso la storia del Piano strutturale provinciale: dalla legge 23/99 che ha previsto questo strumento, all’approvazione del documento preliminare (2002-2004), al protocollo d’intesa tra Provincia e Regione per definire i contenuti tecnici del Piano, alla costituzione nel settembre 2012 dell'Ufficio di Piano della Provincia, fino alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (Vas), conclusasi con un parere positivo, e alla Conferenza di pianificazione dello scorso settembre con la partecipazione di tutti gli enti (Regione, tutte le Soprintendenze regionali, i tre Enti parco e le 4 Autorità di bacino) e chiusasi con parere positivo per l’adozione del Psp. Le caratteristiche del Piano sono state illustrate dal responsabile scientifico Giuseppe Pontrandolfi, che in premessa ha sottolineato come sia importante dare attuazione a tale strumento, perché il governo del territorio deve poggiare su nuove “responsabilità” di chi amministra. Non a caso tra gli aspetti rimarcati dal professore, c’è l’obbligo per i comuni lucani, in un documento per il resto non prescrittivo, di redigere piani sovracomunali coerenti con il quadro strategico disegnato dal Psp. Quest’ultimo a tal fine individua 4 ambiti strategici (Vulture–Alto Bradano, Potenza e Potentino, Val d’Agri e Pollino-Lagonegrese), recependo due iniziative sovracomunali già in atto (Po Val d’Agri e il Piano strutturale metropolitano di Potenza). Oltre all’aspetto progettuale – il piano individua obiettivi e interventi per ogni ambito strategico a cui i comuni potranno riferirsi nella pianificazione intercomunale e in vista della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 – è da sottolineare, secondo Pontrandolfi, il contributo di conoscenza del territorio che il Piano offre e che è propedeutico alle scelte che i comuni dovranno operare. Ad esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto il consigliere Angela Latorraca (Pd) che ha messo in evidenza i punti di forza di "un piano - frutto dell’impegno della struttura e della capacità di mediazione politica del presidente - il cui merito principale è quello di mettere ordine in materia urbanistica a livello regionale e di porre come unico vincolo quello della programmazione sovracomunale". Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo dell’Idv Angelo Lamboglia, secondo cui "con il Psp si scongiura il rischio di una Basilicata a doppia velocità, rispetto alla nuova programmazione comunitaria 2014-2020". Riguardo all'area Lagonegrese–Pollino, Lamboglia ha inoltre auspicato che il fiume Noce diventi baricentrico, per creare un collegamento tra Maratea e l’entroterra. Preannunciando l’astensione, il consigliere Severino Notarfrancesco (Pdl), ha evidenziato "come criticità la presenza di una maggioranza lacunosa. Rispetto agli obiettivi e ai contenuti, poi, ha fatto notare, per la propria area di riferimento, la Val d'Agri, la mancanza di una proposta di area intermodale e si è riservato di avanzare proposte e suggerimenti ai responsabili tecnici". Nel suo intervento il consigliere Antonio Rossino (Psi) si è soffermato sul carattere non prescrittivo del Psp e sul cruciale contributo da parte dei Comuni, chiamati ad una programmazione sovracomunale. "La politica - ha aggiunto Rossino - proprio mentre si va verso l’Unione dei Comuni, deve avere la capacità di fare scelte che superino il campanilismo". Dal canto suo il capogruppo del Pd Tommaso Samela ha messo in evidenza "il contributo offerto dal Consiglio che consegna alla storia locale un risultato importante e che nell’ultimo periodo ha accompagnato una serie di scelte cruciali con l’obiettivo di salvaguardare ruolo e funzioni dell’istituzione Provincia. Tra i punti di forza, oltre al metodo partecipativo seguito, la capacità di fornire elementi di chiarezza in un momento confuso della vita istituzionale locale". Nel corso della conferenza dei capigruppo che si è svolta subito dopo il Consiglio provinciale di oggi, su iniziativa dei consiglieri Aurelio Pace (Gruppo misto), Antonio Murano (Provincia Futuro) e Michele Destino (Pdl), è stata espressa solidarietà ai cittadini e alla classe forense che sta manifestando contro la chiusura del Tribunale di Melfi.

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