Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Direzione Radicali Italiani.
Mentre uno dei fasulli paladini della Basilicata, Vincenzo Folino da Pietrapertosa, getta la maschera e manifesta il suo volto petrolifero, sulla bocciatura della cosiddetta “moratoria” delle attività estrattive da parte della Corte Costituzionale ha preso il via uno stucchevole gioco delle parti, alimentato dall’ansia di posizionarsi in vista delle imminenti elezioni regionali. Signori e signore, madame e monsieur, Il festival del camaleontismo è iniziato e vi potrà capitare di assistere ad istantanee mutazioni, a cambiamenti tanto rapidi e veloci da far invidia allo stesso Leopoldo Fregoli. Succederà, siatene pur certi, che gli ambientalisti spunteranno come i funghi dopo un acquazzone primaverile e qualche bella giornata di caldo. Succederà, eccome se succederà, che chi fino a qualche mese fa si spendeva per la petrolizzazione della Basilicata, proverà a spacciarsi per difensore di questo o quel territorio. Il presente e il passato non conteranno più nulla. La memoria subirà un opportuno lavaggio in una qualche lavanderia a gettone, et voilà, il candidato, bello pulito, risorgerà a nuova vita pronto per nuove avventure. Se dovessi provare a spiegare al marziano di Flaiano cosa stia accadendo e cosa ancor più accadrà in Basilicata in vista del voto di novembre, gli direi: “Caro mio, succede che alcuni alfieri del consociativismo in salsa lucana accusino altri rappresentati di analoghe pratiche consociative di essere consociativi. E tanto per non farsi mancare niente, gli stessi che fino a qualche mese fa erano alfieri, magari silenziosi del partito pro-petrolio, adesso indossano un conveniente abito ambientalista. Cosa hai fatto ieri non conta e probabilmente nemmeno quello che farai domani. In questo paese senza memoria, e verrebbe da dire senza futuro, le cose vanno così”. Può succedere che un ex deputato di Forza Italia, fiutata l’aria e valutata la più opportuna e conveniente presa di posizione da estrarre dal catalogo delle posizioni del kamasutra partitocratico, improvvisamente si proclami difensore dei deboli e oppressi abitanti della Valle dell’Agip. E poco importa se fino all’altro ieri quello stesso ex deputato, seduto in qualche ufficio regionale, nulla abbia fatto per salvaguardare la salute e l’ambiente della Lucania fenix. Così vanno le cose nell’Italia dei gattopardi.

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