Sarà organizzato un incontro intorno al 20 maggio per illustrare i risultati tecnico-scientifici ottenuti in un anno di lavoro nell'ambito del progetto Pertusillo. Un progetto di monitoraggio finanziato dalla Regione Basilicata, del valore di circa 450 mila euro e della durata di 18 mesi totali, varato all'indomani della moria di pesci verificatasi negli anni scorsi. Ad annunciarlo oggi nella VII commissione consiliare della Provincia di Potenza, presieduta dal consigliere Angela Latorraca, è stato il direttore dell'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata Raffaele Vita, il quale ha evidenziato come all'incontro del prossimo maggio sarà presente anche l'Istituto superiore di Sanità.
Alla commissione hanno partecipato anche il vicepresidente e assessore all'Ambiente della Provincia di Potenza Massimo Macchia e il maggiore della Polizia provinciale Graziano Girelli. Il direttore Vita ha spiegato che l'Arpab svolge due attività sulla diga del Pertusillo: una istituzionale relativa alla potabilizzazione dell'acqua o più in generale sulla qualità delle acque, l'altra sul progetto Pertusillo. Per quanto concerne la prima attività, Vita ha affermato che i controlli eseguiti costantemente dall’Arpab, in base a precisi parametri di riferimento, non destano motivi di allarme e confermano per l’invaso del Pertusillo la classificazione nella categoria A2, secondo quanto previsto dal d.lgs 152/2006. Sull’accertamento delle cause di morte dei pesci che si sono registrate nel corso degli anni, soprattutto nei mesi primaverili, Vita ha riferito come l'accertamento specifico sia stato effettuato dall'Istituto Zooprofilattico, con cui l’Agenzia regionale ha sottoscritto una convenzione. In base ai risultati trasmessi dall'Istituto, come ricordato dallo stesso Vita, si sono evidenziate delle infezioni non virali ma batteriche causate dalla presenza di nutrienti in quantità eccessiva (tra le possibili cause, gli scarichi abusivi e il malfunzionamento dei depuratori). Da qui l'importanza, sottolineata dallo stesso Vita, del progetto operativo messo in campo dalla Provincia di Potenza e illustrato dall'assessore Macchia, teso a censire gli scarichi sulle aste fluviali, georeferenziarli e, infine, inserire i dati nel Sit (Sistema operativo territoriale), per ottenere un vero e proprio catasto degli scarichi su supporto informatico. Apprezzando le parole positive espresse da Vita sul progetto provinciale, il vicepresidente Macchia ha preso atto della iniziativa annunciata da Arpab per fine maggio e ha evidenziato come la Provincia di Potenza voglia attendere i risultati che saranno presentati in quella sede per valutare i futuri passi da compiere. Vita ha inoltre evidenziato come tracce di idrocarburi siano state rilevate in due occasioni nella diga del Pertusillo, una in prossimità della riva, la seconda a 25 metri di profondità. In ogni caso, secondo il direttore di Arpab, la quantità trovata non è patologicamente diversa rispetto ad altri bacini. Nella commissione di oggi si è discusso anche sull'episodio delle esalazioni gassose accaduto nelle scorse settimane a Marsico Nuovo, vicenda sulla quale la Polizia provinciale sta continuando l'attività di accertamento. Il direttore Vita ha evidenziato come Arpab non sia attualmente in possesso di un laboratorio attrezzato per valutare e controllare le sostanze odorigene per cui, allo stato, non è in grado di chiarire le cause dell'episodio. Nel prendere atto di queste dichiarazioni, l'assessore Macchia ha evidenziato come tale episodio riproponga, in maniera evidente, la necessità di implementare il sistema di monitoraggio nelle aree estrattive. Occorre cioè implementare e supportare con strumenti adeguati l'Agenzia regionale per avere una visione chiara delle emissioni gassose dei pozzi estrattivi in Val d'Agri, in quanto l'episodio di Marsiconuovo evidenzia come la guardia debba essere elevatissima non solo nell'ambito del Centro Olio Val d'Agri (Cova), ma ovunque vi siano degli impianti di estrazione.

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