Gentile direttore,
polemizzare con Michele Montone, “simbolo” dell’attuale classe politica e dirigente del Pd viggianese, che ammette, senza attenuanti, tutti i “disastri” del petrolio a Viggiano e nell’area e poi difende il “suo” sindaco Alberti per i 21 posti di lavoro strappati alla concorrenza degli altri sindaci, è come “sparare sulla Croce Rossa”. Verrebbe pertanto voglia solo di diffondere il suo pensiero, magari distribuendo la pagina intera de La Nuova del Sud, come atto sufficiente a testimoniare il fallimento del Pd e dei suoi amministratori locali e regionali se non fosse che non gli si può consentire di giocare al partito di governo e di protesta. Perché non è certamente il clima pasquale a giustificare il richiamo al Vangelo (“chi è senza peccato scagli la prima pietra”) o a difendere quello che vorrebbe far credere sia l’”agnello sacrificale” (il sindaco Alberti). Anche perché si corre il rischio di confondere Gesù Cristo con il ladrone Barabba. La prova più evidente del suo tanto demagogico-populista quanto ingenuo tentativo di confondere le carte in tavola è l’affermazione che “bisogna prendersela con una politica regionale e nazionale disattenta, carente in progettazione e pianificazione”. Proprio quello che il Csail-Indignati Lucani sostiene da sempre con la “piccola” differenza della coerenza di posizione e della conseguente iniziativa di mobilitazione-proposta. Dunque, se l’indicazione è quella di cambiare la classe dirigente, almeno a livello locale in attesa che sia possibile farlo a livello regionale, perché non cominciare dal Presidente dell’Area Programma, il sindaco di Marsicovetere, il quale, non è un mistero, è considerato il “delfino” di De Filippo in Val d’Agri? L’assenza assoluta di una regia di coordinamento tra i Comuni della Valle è palese e voluta proprio per favorire le divisioni e quindi le scelte centralistiche pilotate dal Palazzo del Governatore-sceicco. E’ sin troppo evidente che prima i sei sindaci “ribelli” e di recente un’ altra dozzina di sindaci più “periferici” del Governatorato-sceiccato non hanno più fiducia nella gestione politica dei processi riferiti al petrolio e al gas, pur con l’ambiguità di comportarsi da gamberi, con un passo avanti alternato ad uno indietro. E come può ritornare la fiducia tra la gente del comprensorio di Viggiano se sono per primi i sindaci dei comuni limitrofi a non averne? Non credo ci sia più spazio per “pompieri”, difensori di ufficio, mediatori di trattative di basso profilo, vale a dire qualche decina di posti di lavoro da spartire. E’ tempo di segnali veri e forti. Un’occasione è data dalla nomina della nuova giunta: non può essere neutrale la scelta del superassessore che oltre alle Attività Produttive e quindi alla delega sull’Energia assumerà anche altre competenze amministrative. Come lo snodo è la “cessione” da parte del Governatore-sceicco di almeno una “quota” dei suoi poteri plenipotenziari in materia di petrolio e di interlocuzione vis-a-vis con gli uomini delle compagnie petrolifere e di ricerca, che hanno dato in tanti anni i risultati che lo stesso Montone ha candidamente ammesso. Infine, non mi pare proprio che possa essere sufficiente una sorta di richiamo alla “guerra santa” tutti insieme contro il cane a sei zampe, se poi è proprio il Generale, che può contare sui bollettini di guerra mediatica diffusi dall’apparato informativo di regime, a continuare quel famoso “armiamoci e partite!”.
Filippo Massaro, Csail-Indignati Lucani

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