
Se la notizia della terza ricarica della Card Idrocarburi ai patentati lucani, come la diffusione delle modalità di richiesta al che alla lista dei beneficiari si aggiungano i neo patentati, è certo una buona notizia, c’è chi invece la buona nuova la coglie come un segnale di mancate risposte alle proprie proposte. E’ il caso delle associazioni: A.I.P.D. Potenza, AISM Potenza, AUSER Regionale, Filo d’Argento Basilicata, FISH Basilicata, UICI Potenza le quali, qualche mese addietro -raccogliendo l’idea di un cittadino della Val D’agri, Rocco Sinisgalli-, attraverso l’iniziativa denominata “Bonus idrocarburi: proposte di independent living” proponevano di estendere il bonus a tutti i cittadini lucani e non solo ai titolari di patente. Per rimuovere così quella che si ritiene una discriminazione verso i non patentati. L’iniziativa si prefigge tra l’altro di riservare un 15% delle royalties petrolifere, ad un fondo da utilizzare "all’emergenza della non autosufficienza, per garantire a tutti una vita indipendente". Stante ad oggi il silenzio di quanti all’epoca si sono impegnati, le associazioni hanno pensato di diramare il presente comunicato. "Errare è umano, perseverare è diabolico" è questa l’opinione delle associazioni proponenti e firmatarie del documento “Bonus idrocarburi: proposte di independent living”, all’indomani della riapertura dei termini per la presentazione delle istanze per beneficiare del bonus idrocarburi da parte di neo patentati o da chi non ne ha fatto domanda. Senza voler, minimamente, mettere in discussione il sacrosanto diritto dei neo patentati a fruire di tale beneficio, le associazioni denunciano, ancora una volta, l’aspetto discriminatorio della norma che taglia fuori tutte le persone che, a vario titolo, non hanno la patente di guida, limitando di fatto l’esercizio del diritto alle pari opportunità ed esprimono tutta la loro indignazione per la mancanza di ascolto a livello istituzionale. Il documento- presentato il 13 dicembre nell’ambito di una conferenza stampa tenutasi presso il Consiglio Regionale di Basilicata, è stato molto apprezzato dai massimi esponenti degli Enti locali, alcuni dei quali lo hanno anche sottoscritto-, propone di destinare una parte dei fondi rivenienti dalle estrazioni, almeno il 15% per: 1.fronteggiare la grande emergenza della non-autosufficienza, attraverso una rete di servizi quali: assistenza domiciliare e personale erogata da strutture accreditate o autogestita con l’assunzione di un operatore di fiducia pagato con il contributo dell’ente pubblico, centri di accoglienza e socializzazione diurna, piccole comunità alloggio quali residenze stabili o temporanee. La tipologia di servizi meglio rispondente alle esigenze della persona che ha necessità di supporti adeguati (vedi ad es. le persone che non possono autodeterminarsi o che hanno problemi di mobilità) devono essere definiti direttamente con la persona con disabilità o con la famiglia, attraverso un piano personalizzato che definisce modalità, tempi e tipologia di servizi.
2.promuovere piani personalizzati per la vita indipendente delle persone con disabilità e Centri per la Vita Indipendente. Il diritto alla Vita Indipendente viene sancito dall’art.19, della Convenzione Onu più volte richiamata in questo documento e, ancor prima, dalla legge n.162/98 emanata in attuazione all'art.39 della legge 104/1992, che sancisce il diritto all’assistenza personale, anche di 24 ore, autogestita dalle persone con disabilità che scelgono ed assumono, direttamente, l’assistente o gli assistenti e che pagano attraverso un budget mensile assegnato dall’ente pubblico, sulla base di un progetto personalizzato, secondo l’intensità dei servizi essenziali di cui necessita.
In sostanza -si legge ancora nel comunicato- "le associazioni che rappresentano e tutelano le persone anziane non autosufficienti e/o con disabilità le quali costituiscono almeno il 20% della popolazione in Basilicata, sono ancora in attesa di ricevere risposte precise e puntuali da parte del Governo Regionale e Nazionale, ma forse per dirla con uno slogan che possiamo leggere sulle transenne stradali disseminate nei centri abitati ”Il guaio dei non vedenti è vivere in un mondo di ciechi".
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