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domenica 3 marzo 2013

Giordano (Ugl):”la politica si è auto-bocciata”.


“Oramai si leggono tante analisi e considerazioni post-elezioni, sempre meglio tardi che mai. Il fatto e' che anche in Basilicata c'è bisogno di una forte discontinuità e di un rinnovamento vero e non apparente affinché anche i cittadini lo percepiscano. Abolire i vecchi riti della politica e cercare la massima trasparenza e partecipazione per immettere passione e "meritocrazia" nella vita politica, per far ritornare soprattutto quello che e' mancato principalmente nella campagna elettorale dei partiti: l'entusiasmo”. E’ quanto afferma il segretario regionale dell’Uglm Basilicata, Pino Giordano per il quale, “l'impegno dei giovani lucani in politica è quanto mai necessario: dobbiamo far sì che il tenore di vita dei nostri figli sia migliore del nostro”. Per il leader Ugl Giordano, “non si è capito fino in fondo che il segnale arrivato dai lucani, al di là delle percentuali, è un segnale molto forte. Non è un segnale che tutti siamo diventati chissà cosa, ma che la gente si è parecchio rotta le scatole: in ‘primis’ mancanza di lavoro che porta ad un pericolo sociale e ad un alto rischio di povertà da affrontare subito. Solo la Sata Fiat di Melfi non basta a soddisfare i migliaia di lavoratori in cerca di occupazione e va, per che se ne voglia, ringraziata per i migliaia di occupati. I lucani hanno inviato un segnale di stanchezza verso la classe politica e va preso come un campanello d’allarme. Si è stanchi della discussione di politica nazionale, ‘ti do la presidenza della Camera, tu mi dai la presidenza del Senato, io ti do questo’: una sorta di compro-baratto-vendo che non serve a niente, anzi. Il territorio ed il popolo lucano stanno per esplodere – conclude Giordano – non possono permettersi il lusso di stare fermi a guardare i numeri in crescita della disoccupazione. C’è bisogno di una politica che affronti risolutamente questa situazione, insieme alle altre urgenti in attesa di essere risolte. Bisogna tornare a sentire i calli e il cuore di chi lavora, la voglia di futuro dei giovani, il sudore e il fare degli imprenditori

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