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mercoledì 6 marzo 2013

Giordano: la cultura fonte di sviluppo e occupazione

“L’industria culturale può e deve costituire l’asse portante delle nostre pianificazioni strategiche”. Lo afferma l’assessore comunale alla cultura, Alberto Giordano, aprendo la riflessione sul documento, diffuso nei giorni scorsi, con il quale la Giunta comunale fornisce i propri indirizzi strategici degli strumenti di pianificazione attraverso un confronto pubblico.
“Va chiarito subito – afferma Giordano - che la cultura non è solo passato, ma soprattutto presente e futuro, progresso e sostenibilità. Forse qualche dato chiarisce meglio questi concetti. Nel 2011 il valore aggiunto del sistema produttivo culturale ammonta a circa 76 miliardi di euro, dando lavoro a 1 milione e 390 mila persone e con una esportazione di beni per oltre 38 miliardi di euro. Sono cifre in totale controtendenza con il resto dei settori economici, tanto che nel 2012, 32 mila persone sono state assunte da imprese che lavorano in settori riconducibili al sistema produttivo culturale. Ma non basta, perché ogni euro prodotto dal settore ne genera altri due dell’intera filiera culturale, all’interno della quale c’è il recupero del patrimonio storico-architettonico, il turismo, il commercio dei prodotti tipici, ecc.. In tal modo si raggiunge il 15% di valore aggiunto dell’intera economia”.
In merito alla situazione locale, Giordano segnala che “secondo il rapporto 2012 della Fondazione Symbola, Matera è al primo posto tra le città meridionali in termini di incidenza dell’industria culturale sul prodotto interno lordo, con il 4,8%. In termini assoluti, l’industria culturale a Matera ha prodotto nel 2011 156 milioni di valore aggiunto.
Possono questi numeri rompere il fronte degli scettici sulla candidatura di Matera a capitale europea della cultura nel 2019? Forse no. Ma certamente questa Amministrazione è consapevole che il futuro dei nostri giovani si gioca investendo nella cultura e introducendola pesantemente ad informare tutta la programmazione futura. Ricordandosi che industria culturale non è solo eventi e spettacoli. Il libro verde della Comunità Europea del 2010 sulle imprese culturali e creative ha diviso il settore in tre grandi categorie: le attività centrali, ovvero arti visive, arti performative (spettacolo dal vivo), patrimonio storico-artistico-architettonico; le industrie culturali, ossia editoria, industria musicale, radio-televisione, cinema, videogiochi; industrie creative, ovvero architettura, pubblicità e branding, design.
Dobbiamo essere consapevoli - aggiunge Giordano - che abbiamo di fronte sfide che non coinvolgono solo le pubbliche amministrazioni, ma che devono essere raccolte anche dall’inventiva dei privati. Io mi aspetto che soprattutto i giovani diano un grande contributo di innovazione per dimostrare ancora una volta che Matera è un luogo nel quale nascono idee nuove che attraverso la cultura determinano importanti cambiamenti sociali. 
Un esempio per tutti. Noi continuiamo a pensare al recupero degli edifici di pregio storico architettonico o in chiave museale o, al massimo in chiave turistica. Dimenticando che per lo più quegli edifici sono serviti a produrre cultura e pensiero. Nei nostri piani aperti alla discussione ci sono molti di questi contenitori. E’ illusorio sperare che giovani, gruppi di giovani, propongano soluzioni innovative per l’uso e la gestione di questi spazi? Gli assi portanti degli interventi dell’Europa 2020 destineranno risorse agli spazi per la sperimentazione, l’innovazione e l’imprenditorialità nel settore della cultura e della creazione. Approfittiamone. 
Il Sindaco Adduce nei giorni scorsi ha detto che non è più il momento delle azioni per delega. Gli indirizzi strategici per la pianificazione sono un momento fondamentale per la partecipazione della cittadinanza alle scelte sulle quali si baserà il futuro della nostra città. I simposi per il Piano di gestione del sito Unesco hanno dimostrato – conclude Giordano - che ci sono persone che hanno voglia di esprimersi, quando si dà loro l’occasione. Nei prossimi giorni si creeranno occasioni pubbliche di discussione, ma già da ora sarebbe bene che ci si esprimesse su tutti i canali disponibili (giornali, tv, social forum, ecc.)”. 

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