Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani Mentre di fronte allo sfascio dell’amministrazione della giustizia e al suo putrido percolato, rappresentato da carceri assurte a luogo di tortura senza torturatori, le massime cariche del nostro stato continuano a vestire i panni di Ponzio Pilato, dal Santo Padre, da Papa Francesco giunge un segnale forte e inequivocabile. E’ quello stesso cardinale Bergoglio che nel 2000, di fronte alla drammatica situazione delle carceri argentine, chiese un'amnistia “ampia e generosa” per le migliaia di immigrati irregolari in carcere o che rischiavano la detenzione. Proprio per questo Marco Pannella, gli ex parlamentari Radicali, militanti ed esponenti del PRNTT, hanno deciso di tenere un sit-in fuori al carcere di Casal del Marmo per esprimere “la comunione d'intenti con i vescovi di Roma e le massime gerarchie cattoliche. Un comune impegno che prosegue ininterrotto dal discorso di Papa Giovanni Paolo II, pronunciato di fronte al Parlamento italiano nel novembre del 2002, quando si espresse con forza per un provvedimento di clemenza".
Come abbiamo scritto nell’appello a sostegno del “Grande Satyagraha” promossso da Marco Pannella occorre “interrompere la flagranza di reato di uno Stato condannato duemila volte dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per l’irragionevole durata dei processi”. Occorre “recepire immediatamente l’ultimatum della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che l’8 gennaio scorso ha imposto all’Italia, come obbligo violato ormai da decenni, di rimuovere, entro un anno, le cause strutturali del sovraffollamento e di trattamenti disumani e degradanti nelle carceri”.
A questo Papa, che con le sue azioni sta regalando speranza e incarnando speranza, va il mio/nostro saluto. Che la Pasqua sia anche una Pasqua di resurrezione di diritti umani da troppo tempo negati e vilipesi.

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