Entità impalpabile la poesia. Oggi nel nostro Paese sempre meno letta, sempre più lingua morta, sempre meno considerata dagli stessi ambienti letterari, dalla critica e dai giornali..Sempre più muta e meno espressione dell’oralità . “Una situazione triste – commenta amaro il poeta Lello Voce – che fa venir voglia di andarsene da questa nazione, che il più grande e ignorato dei nostri poeti contemporanei, Emilio Villa, chiamava Ytaglia: di andarsene a vivere in un’altra lingua”. E intanto… Nella speranza che la poesia ritorni ad avere un ruolo di primo piano e i poeti ad essere considerati figure pubbliche, di prestigio, eccellenza, si celebra oggi la giornata mondiale della poesia, istituita nel 1999 dall’Unesco con l’intento di attribuire “all’espressione poetica un ruolo di privilegio nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace”. Condividendo queste finalità e propositi dell’Unesco e l’importante funzione della poesia per la costruzione di una nuova “piazza dei popoli”, il Lab 2050 di Salerno e l’Associazione Culturale Thomas Sankara di Moliterno adottano anche quest’anno nella giornata mondiale della poesia un poeta. Dopo l’appuntamento del 2012 con le letture delle liriche dello statunitense Jack Hirschman (grande estimatore di Rocco Scotellaro), si omaggia quest’anno il salernitano Alfonso Gatto (1909 –Orbetello 1976) uno dei principali esponenti dell’ermentismo del novecento, dalla cui poetica si avverte forte il palpito tumultuoso della vita, della memoria, dei sentimenti. All’Art House Sankara alle 22.00 verrà presentato il documentario “Un’ora con Alfonso Gatto” realizzato nel 1974 da Giuseppe Iacovazzo dove si vede il poeta attraversare gli stretti vicoli della sua Salerno (ma ci sono passaggi anche su Firenze, Roma, Milano, le altre città dove visse) mentre testimonia della poesia, della politica, della sua vita vagabonda da un posto all’altro (da poeta-poeta). Inoltre, la voce di Gatto insegue ricordi, racconti, aneddoti, riflessioni tanto che le documentario si chiosa in una sorta di straordinario testamento poetico.
Mimmo Mastrangelo
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