Ho scelto consapevolmente di non ricandidarmi, è una decisione che ho maturato e condiviso con la mia famiglia e con i miei collaboratori più stretti". Così il capogruppo dell'IdV al Senato, Felice Belisario, in un'intervista a 'ilPunto'. "E' inutile dire - prosegue - che ha pesato la forte caduta di consensi del mio partito. Come dirigente ho ritenuto opportuno prendere una pausa di riflessione. Sono stati fatti degli errori a cui bisogna porre riparo per ripartire. Io intendo la politica come servizio, e questo ho fatto in sette anni di attività parlamentare, di cui gli ultimi cinque vissuti con coerenza e con tanto impiego di energie per fare l'unica vera opposizione, prima a Berlusconi e poi a Monti. Ho avuto l'onore di portare il gruppo parlamentare dell'IdV al primo posto come produttività tra tutti i gruppi di Camera e Senato".
"E' giusto che ora io mi fermi e ritorni ad essere 'società civile'. Ma - precisa -rimarrò nell'IdV come militante per ricostruire un partito in cui credo e a cui continuerò a dare il mio contributo. Ma di questo parleremo ad urne chiuse"."Rivoluzione civile - precisa Belisario - era uno sbocco obbligato per l'IdV. Questa legge elettorale non consentiva scorciatoie, perché c'è una soglia di sbarramento del 4 per cento che si deve superare per tornare a quei principi di giustizia, di rispetto della legalità, di lotta alla corruzione e all'evasione fiscale, di pacifismo, di tutela dei diritti civili. Queste sono state le nostre battaglie in Parlamento e - conclude Belisario - sono le battaglie che ritroviamo nel manifesto di Antonio Ingroia e nel programma di Rivoluzione Civile".

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