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lunedì 18 febbraio 2013
BENEDETTO (CD), CARO BENZINA E CARD IDROCARBURI SONO INTOLLERABILI
“Un kg di arance del Metapontino costa come un litro di benzina. Lo dice la Confederazione Italiana Agricoltori. Ed è il simbolo della scarsa remuneratività dei prodotti agricoli anche di qualità a differenza dei costi aziendali in continua e forte crescita. Non è più tollerabile. Intanto accade che centinaia di lucani attendono ancora la ricarica della card carburanti, o la prima carica, quella del pieno o poco più, e si rivolgono all’Adiconsum per esercitare un proprio diritto. Ribadisco la mia netta contrarietà alla card carburanti che è iniqua per anziani, disabili, gente senza patente e sa di elemosina. Sarebbe meglio una card per consentire più arance, verdura, pasta, alimenti e medicine in casa, specie per pensionati e famiglie monoreddito. Sono infatti proprio i prezzi astronomici dei carburanti a comprimere i consumi, danneggiare l’economia e ad alimentare l’inflazione. Per l’Erario, invece, benzina e gasolio prodotti in Basilicata continuano a essere una gallina dalle uova d’oro, come per le compagnie petrolifere. Per questa ragione nella terra dove la produzione di idrocarburi è sempre più strategica non possiamo assolutamente accontentaci del “regalo” di un pieno, un pieno e mezzo per l’auto. La strada da seguire è quella già sperimentata da anni della gestione diretta dell’acqua che dopo Acquedotto Lucano con la nuova Acqua spa ci porterà al controllo totale delle risorse idriche per ogni uso (potabile, industriale ed irriguo), con il superamento, nel giro di un paio d’anni, dell’Eipli. Ed è proprio quello che dovremmo fare con gli idrocarburi partendo da un’esperienza assai significativa e moderna che è quella della Norvegia dove il settore petrolifero e’ alla base del benessere del Paese, tramite l’oculata gestione delle risorse energetiche in una strettissima relazione con ambiente-territorio. La mia proposta è di istituire la “Petrolucana”, una public company controllata direttamente dalla Regione per ottimizzare al massimo i profitti, i benefici fiscali, le ricadute imprenditoriali ed occupazionali indirette e dirette dell’estrazione del petrolio e del gas di derivazione dai pozzi”.

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