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mercoledì 2 gennaio 2013

LAURIA LIBERA-IDV PRESENTA “IL CASALESE”: «CAMPANIA SPECCHIO DEL DEGRADO POLITICO MERIDIONALE, GIOVANI E SUD SI RIBELLINO»

«La Campania è la punta più avanzata del degrado politico, dell’intreccio fra interessi privati e attività pubblica, della linea di continuità che spesso unisce criminalità organizzata, politica ed economia. Ma è anche un grande spaccato della situazione meridionale alla vigilia dell’appuntamento elettorale di febbraio». Vanno giù duro i giornalisti Massimiliano Amato, Arnaldo Capezzuto e Luisa Maradei, tre degli autori del libro "Il Casalese", biografia non autorizzata dell’ex sottosegretario e dominus del Pdl campano, nonché imputato per camorra, Nicola Cosentino, per il quale sono stati chiesti ad autori ed editori un milione per «danni morali materiali e patrimoniali» e 200mila euro «per riparazione pecuniaria», sequestro e persino distruzione delle copie già distribuite in tutta Italia. 

Ospiti dell’iniziativa “Mezzogiorno, legalità e libertà di informazione”, promossa dall’Idv di Lauria e dal Movimento Lauria Libera, i tre giornalisti hanno puntato l’indice sulla questione della selezione e qualità del personale politico, della necessità di un risveglio civile delle comunità e sulle difficoltà a garantire nei territori fragili come quelli meridionali un vero diritto di informazione. Argomenti che sono stati rilanciati, nel corso dell’evento moderato dal segretario politico cittadino Giuseppe Petrocelli, da Gerardo Melchionda, responsabile di Libera nel lagonegrese, che ha ripercorso 40 anni di misteri lucani e lanciato un allarme sulla debolezza della democrazia di fronte ai tanti business che si muovono sul territorio. A chiudere l’incontro Angelo Lamboglia, capogruppo provinciale e comunale di Idv: «In questa situazione il rischio più grande è il non cambiamento, ci vuole coraggio soprattutto da parte dei giovani, dal momento che gli atteggiamenti del passato si ripercuotono sulle nuove generazioni. Bisogna affrontare i problemi e coinvolgere sempre nuove persone nelle responsabilità. Il Mezzogiorno sia protagonista del cambiamento e non si pianga addosso, l’istruzione e il sapere devono diventare lo strumento per gestire le sfide che vogliamo affrontare. Libri come questi devono rompere il silenzio e provocare una messa in discussione delle nostre scelte per cambiare una classe dirigente molto spesso votato soltanto agli affari».

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