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giovedì 24 gennaio 2013

DC: PRIORITA’ AD EFFETTO DEMOGRAFICO

“L’effetto demografico in Basilicata, dove il tasso di crescita è negativo e oscilla intorno al 2,1% annuale, che al di là dei crudi ed anonimi dati statistici significa perdere ogni anno qualche migliaio di persone, rappresenta un’emergenza da affrontare con programmi, progetti e proposte che non lascino spazio a demagogia e populismo”. E’ il pensiero del segretario regionale della DC-Libertas Giuseppe Potenza commentando l’ultimo rapporto Svimez secondo cui dal 2000 al 2010 solo i centri urbani del Sud hanno perso 200mila abitanti, e dal 2008 al 2012 266mila occupati.
“Se non si crea un argine allo spopolamento specie dei comuni più piccoli e delle aree interne e montane – aggiunge – lo spauracchio dello smembramento della Regione Basilicata agitato dalla Fondazione Mattei negli anni settanta è destinato a diventare sempre più concreto rispetto al quale una pattuglia di 13 parlamentari lucani su oltre 900 sarà impotente e fortemente inadeguato a contrastare la cosiddetta rideterminazione dei confini geografico-amministrativi delle Regioni sulla spinta secessionista della Lega. Occorre quindi puntare sulla riqualificazione urbana, non soltanto edilizia, come primo step di una strategia complessiva di rilancio del Paese.

La Dc guarda con attenzione ai programmi elettorali seriamente preoccupata perché la prossima legislatura parlamentare risulterà determinante per il futuro della Basilicata, mentre – afferma Potenza – si registra sinora una carenza assoluta di progettualità. Un’idea di futuro delle nostre comunità, meritevole di approfondimento, è venuta dal consigliere regionale Nicola Benedetto e ruota intorno a tre elementi: economia, società, ambiente. Condividiamo il modello di sviluppo sostenibile proposto che si incardina su un principio etico e politico, che implica che le dinamiche economiche e sociali siano compatibili con il miglioramento delle condizioni di vita e con la capacità delle risorse naturali di riprodursi in maniera da garantire i bisogni delle future generazioni; un modello di sviluppo la cui concreta possibilità di attuazione dipenderà anche dalla nostra capacità di governance di componenti diverse e tuttavia concorrenti ed interconesse di ogni dinamica di sviluppo. Senza un progetto non solo per arginare spopolamento e fuga dei giovani ma per attrarre nuova popolazione, anche di cittadini immigrati dai Paesi extra Ue, ogni programma elettorale è solo propaganda”.

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