Un provvedimento che tutela i lavoratori, ma non le imprese, che non possono più avvalersi delle agevolazioni per le assunzioni, come la riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali nella misura del 100% nel caso si tratti di impresa artigiana o di impresa operante nel territorio di Basilicata. Il provvedimento penalizza soprattutto le piccole imprese, quelle sotto i 15 dipendenti, visto che il flusso di inserimento nelle liste di mobilità prodotto dai licenziamenti collettivi (legge 223/1991) deriva quasi esclusivamente da aziende con più di 15 dipendenti. I mancati incentivi all’assunzione riguarderebbero quindi moltissimi artigiani, che nonostante le difficoltà del momento continuano ad assumere, sia pure in numeri ridotti, grazie agli sgravi. A seguito delle difficoltà generate da questa situazione, la CNA di Basilicata ha scritto ai Parlamentari lucani per evidenziare l’incongruenza della norma, auspicando nonostante l’incedere della campagna elettorale, un loro fattivo intervento nei confronti del ministro Fornero.«L’auspicio – continua Montemurro – è di trovarsi di fronte a un mero errore materiale o una dimenticanza, come già avvenuto nel 2002, quando il tutto venne successivamente sanato con un provvedimento ad hoc. Nel contempo chiederemo al governo un atto interpretativo attraverso il quale anche nel 2013 sia prevista la proroga dell’iscrizione nelle liste di mobilità di questa categoria di lavoratori e gli sgravi contributivi per le imprese che li assumono». Altra questione importante rispetto alla quale la Cna chiede un forte impegno dei Parlamentari lucani, è quella che sempre dal 1° gennaio 2013 non è più consentito richiedere all’Inps di anticipare la Cig in deroga, come invece è stato possibile fare in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, ed anche nel 2011 e 2012 con successiva proroga. Anche questo provvedimento non ha motivo per non essere prorogato a tutto il 2013 attesa la situazione di grande incertezza e difficoltà produttiva che ancora incombe sul sistema produttivo italiano, composto per oltre il 90% da piccole e piccolissime imprese.
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mercoledì 23 gennaio 2013
CNA BASILICATA: Cresce in regione la percentuale dei lavoratori messi in mobilità dopo un licenziamento individuale, ma spariscono gli incentivi a favore delle imprese per la loro assunzione.
Un provvedimento che tutela i lavoratori, ma non le imprese, che non possono più avvalersi delle agevolazioni per le assunzioni, come la riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali nella misura del 100% nel caso si tratti di impresa artigiana o di impresa operante nel territorio di Basilicata. Il provvedimento penalizza soprattutto le piccole imprese, quelle sotto i 15 dipendenti, visto che il flusso di inserimento nelle liste di mobilità prodotto dai licenziamenti collettivi (legge 223/1991) deriva quasi esclusivamente da aziende con più di 15 dipendenti. I mancati incentivi all’assunzione riguarderebbero quindi moltissimi artigiani, che nonostante le difficoltà del momento continuano ad assumere, sia pure in numeri ridotti, grazie agli sgravi. A seguito delle difficoltà generate da questa situazione, la CNA di Basilicata ha scritto ai Parlamentari lucani per evidenziare l’incongruenza della norma, auspicando nonostante l’incedere della campagna elettorale, un loro fattivo intervento nei confronti del ministro Fornero.«L’auspicio – continua Montemurro – è di trovarsi di fronte a un mero errore materiale o una dimenticanza, come già avvenuto nel 2002, quando il tutto venne successivamente sanato con un provvedimento ad hoc. Nel contempo chiederemo al governo un atto interpretativo attraverso il quale anche nel 2013 sia prevista la proroga dell’iscrizione nelle liste di mobilità di questa categoria di lavoratori e gli sgravi contributivi per le imprese che li assumono». Altra questione importante rispetto alla quale la Cna chiede un forte impegno dei Parlamentari lucani, è quella che sempre dal 1° gennaio 2013 non è più consentito richiedere all’Inps di anticipare la Cig in deroga, come invece è stato possibile fare in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, ed anche nel 2011 e 2012 con successiva proroga. Anche questo provvedimento non ha motivo per non essere prorogato a tutto il 2013 attesa la situazione di grande incertezza e difficoltà produttiva che ancora incombe sul sistema produttivo italiano, composto per oltre il 90% da piccole e piccolissime imprese.

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