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mercoledì 5 dicembre 2012

PRESENZA LUCANA – Venerdì Culturali Fantasticheria tra i due mari di Luigi Vellucci

Dopo la presentazione condotta dal socio Diego Guarniera su una ricerca iconografica dei vari momenti della Natività, dall’Annunciazione alla fuga in Egitto, di cui è ricco il patrimonio mondiale di quadri di valore esposti nei più grandi Musei, si svolgerà domani Giovedì 6 Dicembre, alle ore 18.30 presso la sede di Presenza Lucana, in Via Veneto, 106/a Taranto con libero ingresso, l’incontro della cartella
“Tradizioni e racconti popolari del sud” e con la presentazione del nuovo testo di Luigi Vellucci dal titolo: “Fantasticheria tra i due mari: racconti e affreschi di vita”.
L’Associazione è grata e presenta, con piacere, l’autore che è stato più volte ospite dei “Venerdì Culturali” per proporre testi di poesie dialettali e in lingua, racconti della tradizione popolare e, per finire, romanzi storici dal Medioevo al Novecento. Angela Mastronuzzi sarà la relatrice. Luigi Vellucci e Michele Santoro converseranno sul testo che si avvarrà delle letture di Benito Vespucci e dell’autore stesso. Racconti fievoli del passato, “le cunde de ‘na vote” affiorano dalla fantasia e prendono forma, lavati dal tempo, per essere presentati a nuovi lettori. Questa ultima opera di Vellucci dà continuità a un percorso iniziato nel 1990 con “ ’A scogliera d’ore”, e arricchitosi, nel tempo, con “Tarde…A piccenna meje”, “Fantasia Tarantina”, “Natale de ‘na vote”, “Il braciere”, “Settimana d’amore (U trucculandde)”, “Eleonora” e “Sulle ali del cuore”, “Io FedericoII”, “Manfredi di Svevia”, “ I butteri Buffalo Bill, il West”. Come si nota a una creazione inizialmente in vernacolo, che è un voler scandagliare nella sfera dei ricordi, si sono succedute opere in lingua italiana. Dialetto, Poesia, Tradizioni e Storia sono alla base della produzione tutta di Luigi Vellucci. I racconti di “Fantasia tarantina 2” sono, anche, affreschi di vita e presentazione di personaggi “curiùse” che hanno lasciato un ricordo nella città (“Marche Polle”, “Biacocco”, “Ciccio Caùro”, “Finanicchio” e altri) e che si aggirano ancora per le strade grazie alla descrizione attenta fatta dall’autore.

Michele Santoro

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