Di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani(in sciopero della fame dal 24 ottobre a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Rita Bernardini e Irene Testa per ribadire la necessità di un provvedimento di amnistia per porre subito fine all’illegalità in cui versa la giustizia italiana e la sua appendice carceraria). Carceri nuove “catacombe” dove un’intera comunità penitenziaria, una volta di più, manifesta - come è avvenuto il 19-22 novembre - una consapevolezza dello stato di assoluta illegalità in cui versa il nostro paese, con patrie galere assurte a luogo di tortura senza torturatori. La tortura inflitta da uno “Stato canaglia” incapace di rispettare la sua propria legalità e le convenzioni a tutela dei diritti dell’uomo che pure abbiamo recepito e ratificato.
Carcere putrido percolato della bancarotta della giustizia. Il carcere, le carceri di questo paese, per dirla con Marco Pannella, “consistente e allarmante nucleo di nuova shoah”.
Ed è proprio dalle carceri, dall’intera comunità penitenziaria che è arrivato un segnale di forte partecipazione ai quattro giorni di sciopero della fame, battitura e silenzio per il diritto di voto dei detenuti e per l’amnistia convocati da Marco Pannella e dal Partito Radicale. La forza della nonviolenza per dialogare con chi preferisce comportamenti omissivi, trincerandosi dietro un comodo “non ci sono le condizioni”. Le condizioni, diciamo noi, si creano, e nell’affermarlo non possiamo che ribadire con forza “la necessità di un provvedimento di amnistia e di indulto”, che nelle condizioni che da tempo denunciamo è l’unico in grado di far uscire subito dalla illegalità la nostra giustizia e la sua appendice carceraria. Occorre, ma davvero, dire grazie a chi non cedendo alla disperazione ha voluto alimentare la speranza ed essere speranza: spes contra spem. Occorre dire grazie a quegli oltre 43mila detenuti che in oltre 100 carceri italiane hanno imbracciato le “armi” della nonviolenza. Grazie ai direttori del Si.Di.Pe, alle associazioni, ai sindacati di Polizia, ai volontari, ai cappellani e a tutti coloro che percepiscono la banalità di un “male” che ci sta consumando e che si traduce in strage di popoli, di vite, come sempre avviene quando c’è strage di legalità. E un grazie particolare, consentitemelo, da lucano voglio rivolgerlo ai detenuti di Potenza, Melfi, Matera e dell’istituto minorile di Potenza, che in blocco hanno aderito all’iniziativa, alla Uil lucana e ai sindacati di Polizia tutti, e voglio farlo ricordando le parole di monsignor Agostino Superbo che in più occasioni ha affermato che “l’impegno per l’amnistia, la giustizia e la libertà va nella direzione di una possibile e necessaria riconciliazione”. Noi ne siamo convinti, così come siamo convinti che allo Stato dell’arte l’Italia è sul piano tecnico-giuridico un delinquente professionale. Ed è per questo che ripetiamo che occorre interrompere la flagranza di reato in atto contro i diritti umani e la Costituzione e che occorre un’ AMNISTIA PER LA REPUBBLICA!!!

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