Lunedì siamo stati tutti protagonisti della ritirata dei dirigenti del Partito Democratico. E’ di oggi la notizia della cancellazione di un dibattito, sempre targato PD, da tenersi in Valbasento, perché – come riportato su Basilicatanet e come ripreso dal Quotidiano della Basilicata – i capi del Partito Regione hanno preferito trincerarsi dietro le mura di via Anzio, optando alla fine per un rinvio cercando di evitare la figuraccia.
La manifestazione perlopiù spontanea è stata un atto di coraggio dei pisticcesi che non può non suscitare, in chi come noi si sta cimentando nella battaglia per la Primavera Pisticcese, un moto di orgoglio e soddisfazione per il lavoro che fin qui abbiamo svolto, lavoro che per fortuna non vede FarePisticci come unico attore. Ogni associazione, ogni cittadino, sta dando il suo contributo a risvegliare la coscienza civile di un popolo che si è visto scippare tutto, assistendo sin ad ora in silenzio.
E’ evidente che questi signori non possono più venire a Pisticci a fare sfilate elettorali come accaduto nel Consiglio Comunale aperto sul Tribunale qualche mese fa.
E’ evidente che “Il 5 novembre” non può diventare semplicemente un ricordo. E’ necessario passare dai fischi ai fatti che possono concretizzarsi solamente nel momento del voto, perché non dobbiamo dimenticare che, se si è arrivati a questo punto (ci auguriamo sia il fondo), vuol dire che nelle urne in molti abbiamo pensato più a tutelare piccoli interessi personali o di parte per sacrificare l’interesse generale.
Non possiamo più consentire a vere e proprie dinastie, come quelle dei Pittella, degli Antezza-Braia, o a potentati come quelli di Bubbico, Chiurazzi, Viti e Santochirico di decretare la vita o la morte di questa o quella comunità dagli scranni del Senato, della Camera, della Regione, anche attraverso le marionette locali come Belltti, Badursi e lo stesso Di Trani. La storia ce lo ha ampiamente dimostrato: nel Pd pisticcese, originale o fac-simile che sia (leggi Forum Democratico), sono tutti guidati con i fili dall’alto.
Spetta a noi pisticcesi guidare questa grande onda che può davvero segnare l’inizio del cambiamento per Pisticci e per tutta la Basilicata.
Il 25 novembre, come noto, si terranno le primarie del centrosinistra e cioè del Pd, del Psi, di Sel, di tutti quei partiti che governano la Regione Basilicata da decenni e che hanno votato contro Tinchi. Aldilà della disputa nazionale, le primarie sono l’occasione per conte interne che vanno a definire gli assetti anche della politica regionale oltre che attraverso i voti espressi a favore dei vari candidati, anche attraverso i dati relativi all’affluenza. E’ l’occasione giusta per dimostrare che Pisticci non ha più padroni, che Pisticci è libera e decisa a riprendere in mano il destino suo e di tutta la Regione Basilicata: bisogna disertare le urne di questa consultazione, perché, come abbiamo ripetuto più volte, i colori del centrosinistra non devono avere più cittadinanza nel nostro territorio.
Ancora una volta spiace sottolineare l’ambiguità, l’incoerenza e l’imbarazzo della posizione politica del nostro Sindaco Vito Di Trani. Il 29 settembre aveva detto di non sentire più come casa sua il Partito Democratico, ma nonostante tutto continua a conservare quella tessera in tasca, continua a sedere a nel gruppo democratico al Consiglio Provinciale e continua a prendere parte ai convegni organizzati da questo partito, esattamente come farebbe un qualsiasi perfetto militante.
Sindaco, chiediamo un atto di coerenza: o col Pd di Bubbico e Chiurazzi o con Pisticci! Non bastano manifestazioni più o meno riuscite a placare la sete di giustizia del popolo pisticcese! Pisticci chiede un Sindaco che lavori, che si prodighi per la crescita e lo sviluppo della comunità che non passano attraverso la piazza pur necessaria a volte, ma attraverso un’attività amministrativa che sia davvero libera ed ispirata solamente al bene della collettività.

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