E’ l’analisi del segretario regionale generale dell’UGL Basilicata, Giovanni Tancredi per il quale, “oggi più che mai vogliamo ribadire a gran voce che revisione della spesa non può significare colpire duramente e ancora una volta i dipendenti pubblici, con gravi ripercussioni anche sui servizi al cittadino: il perché l’UGL si appella al governatore De Filippo ne deriva da un’analisi attenta e scrupolosa che il centro studi UGL lucano ha condotto in Regione: De Filippo avrebbe dovuto affrontare questioni che invece restano irrisolte perché – prosegue Tancredi - non si è avuto il coraggio di fare delle scelte che certamente i cittadini apprezzassero del tipo, dimezzare gli stipendi dei tanti funzionari regionali che percepiscono oltre 100.000euro annui, eliminare i costi per gli assessori esterni, rivedere le famose paghe ‘etiche’ a partire dalla perequazione retributiva del divario fra dirigente e dipendente. Si può e si deve modernizzare la pubblica amministrazione, De Filippo sa come e dove intervenire . Ribadiamo il nostro no sulle misure a partire dagli esuberi fino ad arrivare all’accorpamento degli uffici giudiziari e alla chiusura di centinaia di presidi di legalità sul territorio. Così come riteniamo grave – prosegue il sindacalista - la riduzione dei posti letto negli ospedali e il taglio sulle forniture degli strumenti di lavoro e allo stesso tempo ci preoccupano enormemente le ripercussioni di queste misure sul settore scolastico. Le regole fissate con la legge sulla spending review hanno stabilito criteri molto rigidi: per essere davvero efficace la riforma deve partire dallo sblocco delle assunzioni nel pubblico impiego, dalla riorganizzazione e completa informatizzazione degli uffici pubblici, da una centralizzazione dei centri di spesa nella sanità e, per finire, dalla piena valorizzazione delle professionalità interne, anche attraverso percorsi di formazione permanente. Per l’UGL – conclude Tancredi – non bisogna sottovalutare il disagio economico che la Regione registra, il potere d'acquisto della famiglia lucana si è molto abbassato negli ultimi cinque anni. E se si pensi ad un operaio in cassa integrazione, vengono cattivissimi pensieri, il ceto medio é sparito: siamo tutti i nuovi poveri e i pochi vecchi ricchi”.
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giovedì 25 ottobre 2012
“In Basilicata una rivoluzione sta per scoppiare davanti ai nostri occhi, colpa ancora una volta della crisi economica.
E’ l’analisi del segretario regionale generale dell’UGL Basilicata, Giovanni Tancredi per il quale, “oggi più che mai vogliamo ribadire a gran voce che revisione della spesa non può significare colpire duramente e ancora una volta i dipendenti pubblici, con gravi ripercussioni anche sui servizi al cittadino: il perché l’UGL si appella al governatore De Filippo ne deriva da un’analisi attenta e scrupolosa che il centro studi UGL lucano ha condotto in Regione: De Filippo avrebbe dovuto affrontare questioni che invece restano irrisolte perché – prosegue Tancredi - non si è avuto il coraggio di fare delle scelte che certamente i cittadini apprezzassero del tipo, dimezzare gli stipendi dei tanti funzionari regionali che percepiscono oltre 100.000euro annui, eliminare i costi per gli assessori esterni, rivedere le famose paghe ‘etiche’ a partire dalla perequazione retributiva del divario fra dirigente e dipendente. Si può e si deve modernizzare la pubblica amministrazione, De Filippo sa come e dove intervenire . Ribadiamo il nostro no sulle misure a partire dagli esuberi fino ad arrivare all’accorpamento degli uffici giudiziari e alla chiusura di centinaia di presidi di legalità sul territorio. Così come riteniamo grave – prosegue il sindacalista - la riduzione dei posti letto negli ospedali e il taglio sulle forniture degli strumenti di lavoro e allo stesso tempo ci preoccupano enormemente le ripercussioni di queste misure sul settore scolastico. Le regole fissate con la legge sulla spending review hanno stabilito criteri molto rigidi: per essere davvero efficace la riforma deve partire dallo sblocco delle assunzioni nel pubblico impiego, dalla riorganizzazione e completa informatizzazione degli uffici pubblici, da una centralizzazione dei centri di spesa nella sanità e, per finire, dalla piena valorizzazione delle professionalità interne, anche attraverso percorsi di formazione permanente. Per l’UGL – conclude Tancredi – non bisogna sottovalutare il disagio economico che la Regione registra, il potere d'acquisto della famiglia lucana si è molto abbassato negli ultimi cinque anni. E se si pensi ad un operaio in cassa integrazione, vengono cattivissimi pensieri, il ceto medio é sparito: siamo tutti i nuovi poveri e i pochi vecchi ricchi”.

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