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venerdì 5 ottobre 2012

Il capogruppo Potenza (PU) su dati Osservatorio Provinciale dei rifiuti: Occorre un nuovo programma e un nuovo approccio di politica ambientale per la gestione dei rifiuti.

Occorre un nuovo programma e un nuovo approccio di politica ambientale per la gestione dei rifiuti. Non è più rinviabile la redazione del nuovo piano regionale dei rifiuti. Dati Osservatorio Provinciale allarmanti.

“I dati diffusi dall'Osservatorio Provinciale dei rifiuti riguardanti la raccolta differenziata effettuata nei comuni della Provincia di Potenza per l’anno 2011 sono a dir poco preoccupanti. A fronte del 60% richiesto dalla norma vigente, nel Potentino la raccolta differenziata si attesta al 20% con un aumento di soli 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Di questo passo la città capoluogo si troverà presto di fronte ad una nuova emergenza. Bisogna invertire la rotta.” A sostenerlo in una nota Sergio Potenza, capogruppo in Consiglio comunale dei Popolari Uniti, che sollecita il dialogo intrapreso nel consiglio comunale del 12 marzo scorso a cui parteciparono fra gli altri i presidenti della Giunta regionale De Filippo, della giunta provinciale Lacorazza, dell'Ato Altobello e dell'Acta, Iacobuzio. A 7 mesi dal quel consiglio, nonostante i buoni propositi, nessuna azione concreta è stata avviata. In quell'occasione - ricorda Potenza – evidenziai la necessità di puntare sulla raccolta differenziata spinta e sul riciclo, ciò anche in relazione alle previsioni del Decreto legislativo 152/06, così come modificato dall'articolo 21 del Decreto legislativo 205 del 2010, secondo cui in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari al 65% entro il 31 dicembre del 2012. Oggi – prosegue Potenza – purtroppo siamo arrivati in città appena al 23,71%. E' impossibile, dunque, immaginare un’ inversione di rotta in tempi così ristretti, però – secondo il capogruppo dei Popolari Uniti – non si può continuare a temporeggiare e bisogna assumere decisioni importanti coinvolgendo direttamente la Regione Basilicata. Quest’ultima, dal canto suo, deve redigere al più presto un nuovo piano rifiuti. Secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale al ramo, l’amministrazione sta lavorando alle linee guida del piano, ma ad oggi non è dato sapere quanto tempo ancora occorrerà per la sua definizione. Come più volte ribadito, per aumentare le percentuali di raccolta differenziata – sostiene Potenza - si dovrebbe spingere sui criteri di premialità e penalità per i Comuni, partendo comunque da un punto imprescindibile: una seria concertazione tra Regione, Province e amministrazioni interessate. Bisogna, inoltre, pensare seriamente all’adozione di una tariffa unica regionale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Nel capoluogo – continua il capogruppo – a causa dell'indisponibilità del sito di Pallareta - siamo arrivati a dover sostenere un costo di smaltimento di circa euro 220 a tonnellata, con inevitabili ricadute sulle tasche dei cittadini. Forse è arrivato il momento – secondo Sergio Potenza - di pensare ad un ciclo interamente gestito dal pubblico, considerato che il privato, indubbiamente, pensa al profitto. In tale logica gli impianti – sostiene il consigliere dei Popolari Uniti – dovrebbero appartenere in toto all’Amministrazione. In tale contesto, peraltro, neppure va dimenticato che ancora esiste per la città un problema chiamato inceneritore di San Luca Branca: un'opera il cui costo è stimato in svariati milioni di euro e che in oltre venti anni ha bruciato più soldi che rifiuti. Sarebbe utile – prosegue il consigliere – abituarsi all'idea di una riconversione con scarsi investimenti oppure al suo abbandono. In conclusione – per Sergio Potenza - occorre un nuovo programma e un nuovo approccio alle politiche ambientali. Una rete integrata di impianti di trattamento, recupero e smaltimento, nonché la pianificazione regionale di tutte le fasi dell'intera filiera, in modo da assicurare 'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti non pericolosi in ambiti territoriali ottimali e la riduzione della movimentazione degli stessi all'interno dell'ambito territoriale di riferimento. Una sfida - conclude il capogruppo - che tutti gli enti preposti devono raccogliere in nome delle comunità e nell'ottica di aiutare i territori a compiere quel salto di qualità, per una migliore qualità della vita.

Potenza, 5 ottobre 2012

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