Di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani
Rottamazione, rottamatori, e adesso anche la “rottamazione intelligente”. Siamo ormai al codice canonico della partitocrazia. Il prossimo step quale sarà? Magari qualcuno si inventerà il partito del prendi due e paghi tre. Saldi di fine legislatura, quando chi ha svernato per cinque anni a Roma proprio non ci sta ad abbandonare lo scranno e farebbe di tutto pur di passare qualche altro lustro a passeggiare nel “corridoio dei passi perduti”. In tutto questo bailamme ci sarebbe da capire in cosa consisterebbe questa “rottamazione intelligente” e chi stilerà l’elenco delle persone da rottamare, di quelle da congelare e poi vendere successivamente come pesce fresco e dei “buoni” da salvare. E se invece di appassionarci a queste parole d’ordine iniziassimo ad affrontare il tema della qualità della democrazia in questo nostro Paese? Se parlassimo di Stato di diritto, del debito ecologico, di debito pubblico e del debito di giustizia? Se parlassimo di referendum traditi ad iniziare da quello sulla legge elettorale plebiscitato nel 1993 dai cittadini italiani? Se parlassimo di forma partito e dell’art. 49 della Costituzione, del reiterato tradimento del dettato costituzionale e di un paese che è “Stato canaglia” in materia di giustizia, così come in materia di ambiente e tutela della salute umana? Ecco, se parlassimo di tutto questo, anziché avvitarci in stucchevoli discussioni su rottamazioni, rottamatori e rottamazioni intelligenti, non sarebbe meglio?
Spero, ma davvero, che i prossimi mesi non ci offrano il consueto spettacolo fatto di guerra tra bande e lotte intestine. Non è di questo che abbiamo bisogno. Occorre uno slancio che ci porti fuori da certi avvitamenti e da uscite stile “supercazzola prematurata con scappellamento a destra come se fosse Antani”.

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