La IX Commissione al termine degli interventi ha deciso di sottoporre al Ministro Catania le linee guida per il settore, attraverso una risoluzione che solleciti le autorità italiane ad armonizzare i limiti di legge, avviare maggiori controlli, riportare nella etichetta di tutti i prodotti a base di cereali il titolo di micotossine e obbligare la preventiva colorazione per i grani duri importati dalla Ue non idonei alla alimentazione umana. Una risposta doverosa e incoraggiante, data la gravità della situazione in cui versa la filiera, che soffre da troppi anni di problemi antifrode e antitrust e richiede l’ istituzione di una Commissione unica nazionale per la determinazione trasparente dei prezzi all’ origine, la tutela del reddito dei produttori e l’ incentivazione della produzione italiana di qualità anche attraverso un marchio di tutela. Secondo il coordinatore Fima De Bonis, che si ritiene soddisfatto del risultato raggiunto, “se per gli industriali il vincolo normativo europeo viene vissuto come una garanzia, per noi, invece, rappresenta un limite; infatti, considerato il maggior consumo di cereali degli italiani vi è una maggiore esposizione al rischio che richiederebbe l’ applicazione del principio di salvaguardia di protezione della salute dei consumatori da parte del nostro Governo”.
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lunedì 24 settembre 2012
Grano duro, Fima: audizione al Senato su misure antifrode e antitrust per difendere il settore e tutelare la salute pubblica
La IX Commissione al termine degli interventi ha deciso di sottoporre al Ministro Catania le linee guida per il settore, attraverso una risoluzione che solleciti le autorità italiane ad armonizzare i limiti di legge, avviare maggiori controlli, riportare nella etichetta di tutti i prodotti a base di cereali il titolo di micotossine e obbligare la preventiva colorazione per i grani duri importati dalla Ue non idonei alla alimentazione umana. Una risposta doverosa e incoraggiante, data la gravità della situazione in cui versa la filiera, che soffre da troppi anni di problemi antifrode e antitrust e richiede l’ istituzione di una Commissione unica nazionale per la determinazione trasparente dei prezzi all’ origine, la tutela del reddito dei produttori e l’ incentivazione della produzione italiana di qualità anche attraverso un marchio di tutela. Secondo il coordinatore Fima De Bonis, che si ritiene soddisfatto del risultato raggiunto, “se per gli industriali il vincolo normativo europeo viene vissuto come una garanzia, per noi, invece, rappresenta un limite; infatti, considerato il maggior consumo di cereali degli italiani vi è una maggiore esposizione al rischio che richiederebbe l’ applicazione del principio di salvaguardia di protezione della salute dei consumatori da parte del nostro Governo”.
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