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lunedì 10 settembre 2012

FIERA DI MATERA: BENEDETTO, EQUIVOCO TRA EXPORT E COOPERAZIONE SOLIDALE

“Siamo al ridicolo: pensare di costruire relazioni economiche per i nostri imprenditori con il Regno del Leshoto, uno dei paesi meno sviluppati del mondo, con un Pil pro-capite tra i più bassi dell’Africa e la cui economia dipende in larga misura da quella del Sudafrica, non ci porta da nessuna parte. Con il Leshoto, rappresentata dal suo ambasciatore che ha colto l’occasione della Fiera del Levante di Bari per fare una gita a Matera, come con altri Paesi in via di sviluppo, si possono e si debbono allacciare rapporti di cooperazione solidale e di aiuto, anche attraverso forme di gemellaggio per venire incontro ai problemi delle 80 circoscrizioni divise in 129 comunità locale che costituiscono il piccolo stato africano, ma è impensabile la semplice idea di export di prodotti di Matera e della Basilicata”. E’ quanto sostiene il vice presidente del Consiglio Regionale Nicola Benedetto (IdV) per il quale “anche l’equivoco alimentato dagli organizzatori della Fiera di Matera tra export e cooperazione internazionale la dice lunga su un’iniziativa che richiede più di qualche spiegazione e qualche dato tenuto conto che godrà, come negli anni passati, di contributi regionali di derivazione europea. Ad esempio, è stato reso noto che i visitatori sono stati 20mila. E’ utile scorporare il dato complessivo per sapere quanti tra i 20mila non erano famiglie, cittadini, giovani di Matera venuti a trascorrere qualche ora e soprattutto ad assistere agli spettacoli. Come è sicuramente utile – aggiunge Benedetto – verificare quanti espositori hanno fatto affari o almeno allacciato rapporti commerciali con imprese. Purtroppo “Matera è fiera” così come è stata organizzata si è confermata una rassegna cittadina, al massimo con un bacino di utenza di visitatori allargata a qualche centro limitrofo, mentre la Città candidata a diventare capitale europea del 2019 ha bisogno di tutt’altra manifestazione per mettere in mostra il proprio patrimonio culturale ed imprenditoriale”.

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