Caro Vito,
come sai nel dicembre scorso il Partito Radicale - che è anche il tuo e mio Partito - ha eletto segretario l'avvocato del Mali Demba Traoré. Da allora il Mali è tristemente diventato noto per il colpo di stato militare e per il conflitto secessionista del nord, dove ormai il fondamentalismo islamico ha sottomesso persone, cultura e tradizione alla legge del taglione. Oggi Ti scrivo per sottoporre alla Tua attenzione, con urgente richiesta di firma, l'appello lanciato dal Presidente Chirac proprio sul Mali che, partendo proprio dall'emergenza di quel paese, ritiene che occorra lanciare un "vero e proprio piano Marshall per il Sahel. La crisi relativa alla sicurezza maliana purtroppo fa passare in secondo piano la crisi alimentare che tocca l'insieme della regione da ormai tre anni."
Sono passati 30 anni da quando il Partito Radicale mobilitò centinaia tra intellettuali e premi Nobel, oltre che migliaia di legislatori, per porre come prioritaria la lotta contro lo sterminio per fame e guerre in Africa. Anche grazie al nostro, mio, tuo segretario maliano, riteniamo che nel 2012 occorra riprendere il filo di quella mobilitazione transnazionale: l'appello di Chirac ci pare un buon inizio.
Ti chiedo quindi di farci sapere se desideri sottoscrivere l’appello. Spero che la tua voce si unisca alle voci di chi ritiene urgente e prioritario non assistere inerte a quanto si sta consumando in Mali e nel Sahel. Per la vita del diritto e il diritto alla vita, spero che una volta di più dalla nostra Basilicata si levi forte la voce di tutte le istituzioni, a partire dalla Giunta e dal Consiglio regionale, dai nostri sindaci e rappresentanti delle istituzioni tutte. In poche ore l’appello è stato sottoscritto da Alessandro Singetta e Francesco Mollica, dal segretario cittadino del Pd di Latronico Gianluca Mitidieri e dal Sindaco Fausto De Maria, da Don Marcello Cozzi, vicepresidente nazionale di Libera, da Nicola Abbiuso, presidente del Comitato diritto alla salute di Lavello e da Massimo Macchia, vicepresidente della Giunta provinciale di Potenza. Certo di poter contare ancora sul tuo importante sostegno, ti saluto con affetto.
Maurizio Bolognetti
IL TESTO DELL'APPELLO - SALVARE TIMBOUCTOU PER SALVARE LA PACE!
Jacques Chirac, la sua Fondazione, i suoi amici e i vincitori del Premio per la Prevenzione dei conflitti nel 2009 ad oggi si sono mobilitati per salvare Timbouctou, il suo patrimonio culturale e il Mali. Un paese spogliato del suo passato è un paese spogliato del futuro. Nel momento in cui gruppi estremisti stanno distruggendo i mausolei e le moschee di Timbouctou e minacciano i manoscritti conservati in questa città, patrimonio insostituibile dell'Islam e del mondo, è il futuro dell'Africa saheliana ad essere in gioco. E' un progetto totalitario. Un crimine contro l'Africa. Un crimine contro il pensiero. Un crimine contro l'idea stessa di umanità. E' un pericolo globale: è impossibile restare indifferenti perché, se un pugno di estremisti è riuscito ad imporre la propria legge in una regione dagli equilibri fragili, è l'insieme dei paesi del Sahel che può venire a trovarsi in una situazione d'instabilità, con conseguenze funeste anzitutto per le popolazioni locali, e poi per tutti i partners di quel paese, a partire dai paesi confinanti col Mali per finire all'Europa. Oggi la lotta contro il terrorismo e l'estremismo, la lotta per l'umanesimo, la pace, la lotta per la tolleranza e il rispetto, si gioca a Timbouctou. E' urgente agire. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha appena adottato una risoluzione presentata dalla Francia, che esprime sostegno agli sforzi di mediazione messi in campo dall'ECOWAS e dall'Unione Africana per il ripristino dell'ordine costituzionale. E' un primo passo, ma occorre spingersi più lontano. Il Mali non deve essere abbandonato al suo destino. Occorre anzitutto attivare tutte le vie legali per neutralizzare le aspirazioni mortifere degli estremisti.
Bisogna poi lanciare un vero e proprio piano Marshall per il Sahel. La crisi relativa alla sicurezza, purtroppo fa passare in secondo piano la crisi alimentare che tocca l'insieme della regione da ormai tre anni. Queste crisi, al di là dell'urgenza corrente che impone reazioni immediate, appaiono come il preludio di crisi ancora più grandi, dal momento che sappiamo che la popolazione africana dovrebbe raddoppiare di qui al 2050 e rappresentare così il 22% della popolazione mondiale. Gli africani hanno fatto lo sforzo di risolvere le loro crisi del debito al prezzo di sacrifici che popolazioni più avvantaggiate non avrebbero mai consentito. Il continente ha ripreso dopo un decennio con una crescita forte e sostenuta. Assistiamo all'emergere di classi medie istruite e intraprendenti. La gioventù africana porta oggi con sé le speranze di un intero continente. Noi possiamo sia aiutarla a svilupparsi e aiutare il mondo ad impegnarsi finalmente sul cammino di una crescita equa e condivisa, sia deluderla a rischio di ingenti pericoli. L'Africa oggi non chiede la carità ma la giustizia. Facciamo appello alla responsabilità e all'unità della comunità internazionale a fronte di questa crisi, dei paesi tradizionalmente impegnati in Africa come alle potenze emergenti. Il fallimento o la vittoria dell'Africa sarà il fallimento o la nostra vittoria di noi tutti. Se ce ne dimentichiamo oggi, i giovani africani sapranno ricordarcelo domani.
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