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venerdì 17 agosto 2012
PROVINCIA MATERA: DC, CI SARA’ PURE UN VALIDO MOTIVO PER CUI STELLA NON SI FIDA DI DE FIILIPPO
“Ci sarà pure almeno un motivo per cui il Presidente della Provincia di Matera Stella, noto moderato ed organico al centrosinistra, rispettoso delle prerogative istituzionali, non si fida delle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da più parti politiche secondo cui Matera dovrebbe diventare l’unica provincia della Basilicata ed in particolare non si fida delle parole pronunciate dal Presidente della Giunta Regionale De Filippo, in verità in forma sfumata e generica”. E’ il commento del segretario regionale della DC-Libertas Giuseppe Potenza per il quale “le conclusioni della riunione straordinaria dei sindaci del Materano in Consiglio Provinciale non consentono ulteriori tentennamenti ed esigono da parte del Presidente De Filippo precisazioni a cui far seguito almeno con una deliberazione di Giunta quale volontà inequivocabile del nuovo interessamento per il Materano. Le nostre comunità – continua – non possono permettersi divisioni, incomprensioni, conflittualità di territori: se il Materano è penalizzato, in attesa che si facciano tutti i passi individuati, tra cui la convocazione urgente da parte del Comitato delle autonomie locali, interrompendo le ferie come hanno fatto amministratori provinciali e comunali, ci sono più possibilità di rasserenare gli animi e mettere a tacere interpretazioni politiche”. Il segretario Dc aggiunge che non ci vogliono i costituzionalisti per ricordare che emendare uno qualunque degli articoli che compongono la Carta costituzionale della Repubblica Italiana, implica l’applicazione dell’art. 138 che così stabilisce: “Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione”. Un passaggio piuttosto complicato, che il Parlamento non può pensare a cuor leggero di aver già affrontato. Ma non è finita qui, poiché la legge di modifica, per essere valida, cioè promulgata, deve superare indenne delle eventuali richieste, qualora persistessero, di verifica confermativa e quindi, le leggi di modifica costituzionale; “Sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi”.

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