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domenica 22 luglio 2012

PIANO SALUTE: BENEDETTO, RIDUTTIVO PENSARE SOLO A REINTRODUZIONE NAVETTA ASM PER CROB RIONERO

“Alla vigilia della discussione in Consiglio Regionale del Piano Salute concentrare ogni sforzo per favorire da parte dell’ASM la reintroduzione del servizio navetta per il Crob di Rionero, come sta facendo l’assessore Martorano in pressing nei confronti della dirigenza ASM, “applaudito” da qualche consigliere regionale del Materano, mi pare sicuramente utile ma decisamente un’iniziativa riduttiva”. E’ il parere del consigliere regionale di IdV Nicola Benedetto per il quale “nel Piano ci sono troppe enunciazioni di principio e poche indicazioni chiare e concrete specie su cosa deve essere il sistema sanitario nel Materano.
Prendiamo il caso del “Madonna delle Grazie” di Matera. Non credo – aggiunge – sia sufficiente scrivere che è confermato l’impianto del PSR 97/99, vale a dire di presidio ospedaliero di media-elevata complessità, sede di dipartimento di I livello di emergenza, con unità operative di chirurgia generale e medicina generale con orientamento specialistico diversificato. E poi elencare i servizi e le prestazioni già disponibili perché – continua Benedetto – più che un documento di programmazione dei servizi alla salute che dovrebbero proiettarsi nei prossimi anni, con l’auspicio che non si ripeta l’esperienza del precedente Piano che nonostante le profonde trasformazioni intervenute in tanti campi è in vigore da quasi 15 anni, sembra un quadro dell’esistente, o meglio per usare le parole dell’Assessore Martorano una “cornice”.Tra le strutture ospedaliere per acuti, sede di PSA, c’è la conferma delle funzioni per Policoro, anche in questo con l’elencazione burocratica di cosa c’è già al servizio dell’utenza, mentre per gli ospedali distrettuali prevale la genericità più assoluta e si fatica a comprendere qual è il destino a loro affidato”.
Secondo Benedetto inoltre “è quanto meno discutibile l’individuazione di almeno tre fasi di attuazione del Piano: 2012, durante il quale il fabbisogno standard corrisponderà a quanto già determinato dall’intesa Stato – Regioni 2010 – 2012, fase che dovrebbe essere caratterizzata dalla rilevazione dei valori di costo, computati per macrolivelli di assistenza collettiva, distrettuale ed ospedaliera, in tre Regioni di riferimento; 2013 o, più probabilmente, dal 2014 con l’applicazione a tutte le Regioni dei valori di costo rilevati nelle Regioni di riferimento e la conseguente determinazione del fabbisogno sanitario standard regionale; la terza fase (senza previsione temporale) corrisponderà all’applicazione a regime del nuovo assetto, caratterizzato dalla determinazione del fabbisogno nazionale standard, costituito dall’ammontare delle risorse necessarie ad assicurare i livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza ed appropriatezza e cumulativamente corrispondente alla determinazione dei fabbisogni regionali standard.
Se non vogliamo che lo slogan “ammalarmi meno, curarsi meglio” non resti solo uno slogan accattivante – continua - la nuova sanità ha bisogno di una seria e realistica riconversione del ruolo e delle funzioni dell’esistente, con precisa indicazione delle strutture e dei territori coinvolti. Occorre, altresì, che tale trasformazione sia preceduta da una valutazione di impatto ex-ante, anche economico, poiché trasformare/convertire non vuol dire chiudere o limitare servizi. Anzi, è probabile che per migliorare il rapporto con il territorio e seguire un percorso il più condiviso possibile, sia necessario avvicinare altri e nuovi servizi alla comunità e alla persona, con l’investimento di ulteriori risorse, soprattutto nella fase di passaggio da un sistema “ospedale-centrico” ad un ritrovato protagonismo del territorio tanto più necessario in quanto a distanza di quattro anni non si realizzano i Distretti Sanitari”.

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