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mercoledì 18 luglio 2012
CHIURAZZI: Con tale riforma il servizio giustizia rischia di pagare un tributo assai più elevato di quello richiesto a qualsiasi altro comparto della pubblica amministrazione e dei pubblici servizi.
Il senatore del Pd Carlo Chiurazzi, intervenendo ieri presso la Commissione Giustizia in sede di discussione sullo schema di decreto legislativo di riorganizzazione dei tribunali ordinari, alla presenza dei Sottosegretari ha ribadito le sue vive perplessità per il fatto che con tale riforma il servizio giustizia – che certamente deve fare la sua parte nello sforzo di risanamento del bilancio dello Stato – rischia di pagare un tributo assai più elevato di quello richiesto a qualsiasi altro comparto della pubblica amministrazione e dei pubblici servizi. «Sarebbe opportuno» – ha evidenziato Chiurazzi in Commissione – «effettuare un'attenta valutazione dei vantaggi economici attesi a fronte dei pesanti sacrifici imposti ai cittadini, in particolare delle zone periferiche del Paese. Va infatti considerato che, come è noto, un'altissima percentuale dei costi di gestione degli uffici giudiziari è determinata dal pagamento degli stipendi. Epperò è evidente che all'accorpamento degli uffici giudiziari prospettato non si accompagna alcuna proposta di riduzione delle piante organiche, essendo anzi comune convinzione che per far fronte ai gravissimi ritardi della giustizia occorrerebbe assumere un maggior numero di magistrati, cancellieri e impiegati amministrativi. In tali condizioni i risparmi non possono che risultare marginali, senza considerare che in molti casi le sedi accorpate sono dotate di strutture più moderne ed efficienti di quelle accorpanti, che non sono materialmente in grado di sopportare l'arrivo del personale trasferito, né di far fronte all'aumentata domanda di giustizia, come ho già avuto modo di rilevare, ad esempio, a proposito della soppressione della moderna sede di Pisticci. Pertanto» – ha proseguito Chiurazzi – «riaffermo con forza che, lungi dal voler insistere su logiche di mera resistenza localistica al cambiamento, le critiche mosse a tale provvedimento sono dettate dall'esigenza di rendere la giustizia più omogenea col territorio e più vicina al cittadino. Non condivido la "mano pesante" adoperata, oltre che coi giudici di pace, nei confronti dei tribunali e delle sezioni distaccate, spesso senza tener conto del criterio di delega stabilito dal legislatore che guardava alle specificità territoriali e infrastrutturali. Ecco perché» – ha concluso Chiurazzi – «è auspicabile che vi sia, nell'adozione definitiva del provvedimento, un numero inferiore di sezioni distaccate e di tribunali da chiudere rispetto alla bozza attuale, al fine di non compromettere la funzionalità del sistema giustizia».

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