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sabato 9 giugno 2012

NOSCORIE. RICERCA ENEA : FUSIONE NUCLEARE A ZERO TRASPARENZA

Quando si parla di fusione nucleare il nostro pensiero va subito al progetto del fisico italo –candese Emilio Panarella, che nel 2004 (a un anno da Scanzano) voleva realizzare un progetto di un reattore sperimentale a fusione termo nucleare nel comune Ferrandina. Il progetto presentato dalla stampa nel 2005 non era alquanto chiaro, soprattutto su che tipo di reattore si volesse realizzare. Di fatto invece si scopri che il fisico Panarella e il rettore l’università di Basilicata già a luglio 2004 firmarono un protocollo di collaborazione sulla ricerca in genere. L’attuale senatore Bubbico all’epoca dei fatti governatore lucano specificò in merito a richieste di chiarimenti su questo progetto a un affollato convegno nucleare a Nova siri organizzato dai Cobas che l’assenso al progetto sarebbe stato dato qualora fosse diventato reale e credibile (come aveva già sostenuto in diverse occasioni sulla stampa). Tutto questo accadeva in un’area già promossa come sito ideale per le scorie nucleari “ i calanchi” dai progetti della lobby nucleare. Negli anni 78/80, infatti, a Stigliano si manifestava contro il deposito nazionale di scorie nucleari mentre a Rotondella contro il progetto di una centrale nucleare sulla riva del Sinni nei pressi dell’Itrec. In questo caso il reattore di Panarella fu interpretato a giusta evidenza come il classico cavallo di troia per portare il nucleare oltre il recinto dell’itrec e aprire un nuovo cantiere nucleare dopo i fatti di Scanzano. Di fatto a seguito delle manifestazioni di associazioni e comitati il progetto non ebbe seguito. Questo riguarda il passato, torniamo invece a quanto sta accadendo oggi in Trisaia: prima del referendum del giugno 2011 l’Enea con il governo Berlusconi era stata candidata quale ente nazionale a gestire la futura ricerca sul nucleare occupandosi della radioprotezione. Il referendum sul nucleare del 2011 ha abrogato una norma di legge sulla possibilità di costruire in Italia centrali nucleari e impianti di fabbricazione del combustibile, ma non ha disciplinato la ricerca sul nucleare .
Alla luce di quanto propinano in questi giorni la dirigenza ’Enea e i parlamentari lucani sul progetto di fusione (calda) nucleare Fast collegato al progetto ITER presso la Trisaia i dubbi e le perplessità non sono pochi e la trasparenza sulla materia è sempre offuscata dalla propaganda politica sul futuro del centro di ricerca. E' molto improbabile che il FAST vero e proprio sia costruito e collocato in Trisaia perché per il suo funzionamento occorrono notevoli potenze elettriche che in Trisaia non ci sono (servirebbe una linea a 400 KV che non passa in quella zona), salvo altri progetti che non conosciamo. Il FAST secondo le nostre conoscenze è un impianto sperimentale per conoscere meglio la fusione calda nucleare senza impiego di Trizio, mentre nel reattore ITER la fusione calda resta radioattiva.
E’ ormai risaputo che l’Enea di Trisaia svolge ricerca per le grosse aziende, vedi l’ultima sugli OGM che favorirà le multinazionali che vogliono mettere le mani sull’agricoltura mondiale o questo studio sperimentale su un reattore nucleare che comunque se avrà un futuro sarà gestito da parte di grosse aziende energetiche, Nulla che invece possa riguardare un’agricoltura sostenibile o energie rinnovabili, utilizzabili anche da parte delle comunità e non solo dalle multinazionali.
Peggio ancora se una ricerca poco chiara su un reattore nucleare sperimentale, possa aprire le porte a quel parco tecnologico che contenga il deposito nazionale di scorie nucleari. Infatti, il progetto di Sogin prevede che il parco tecnologico sia completare al deposito nazionale di scorie.
Dopo che la classe politica lucana con il memorandum sul petrolio ha consegnato parte della Basilicata alle lobby del petrolio senza sapere ancora cosa ne riceverà in cambio, non vogliamo assolutamente che faccia seguito una propaganda su una velata grande ricerca nucleare in Trisaia ,alias parco tecnologico , che alla fine ci porti al deposito nazionale di scorie in Trisaia.

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