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giovedì 31 maggio 2012

A Radio Laser Bellitti nega la sfiducia a Stella. Il presidente: “Vado avanti con coerenza”.


"Nel Pd continueranno a soffiare le correnti”

Botta e risposta a distanza fra il segretario provinciale del Pd materano, Pasquale Bellitti e il presidente della Provincia di Matera Franco Stella. Intervenendo separatamente ai microfoni di Radio Laser, nel corso dell’ultima puntata di “Reset”, i due esponenti politici – incalzati dal giornalista Antonio Grasso, ideatore e conduttore del programma - non l’hanno mandata a dire. E mentre Billetti è ricorso a toni più edulcorati, più fermo – invece – l’intervento del presidente Stella. In particolare, sulla desistenza fatta su Stella per non fargli presentare una sua lista, “smarcata” dalla coalizione di centrosinistra, con tanto di avvertimento a togliergli la fiducia in quel di via Ridola, pronta la smentita di Belletti. “Non è vero. Mai mandato a Stella nessun avvertimento. Anche perché, Policoro è una cosa e la provincia di Matera è un’altra. Stella ha partecipato democraticamente a delle elezioni. E’ una scelta che sta tutta nelle sue prerogative. Ho detto al presidente Stella - ma gliel’ho detto informalmente, perché non vado ad interferire nelle scelte democratiche di nessuno - di fare quello che credeva più opportuno fare in sua coscienza, cultura e convinzione. Ma non ho mai immaginato – ha aggiunto il segretario democratico - di poter commisurare il risultato di Policoro con le dinamiche provinciali sulle quali noi abbiamo, comunque, aperta una verifica politica che attiene ai temi del programma politico. Non altro. Stella al centrosinistra si deve rapportare per tutte le vicende che riguardano la Provincia di Matera”. Sulla richiesta di azzeramento della Giunta Adduce, chiosa lapidaria del segretario: “una verifica del percorso politico – amministrativo sta nel dinamiche di ogni amministrazione. E quindi anche in quella della città di Matera”. Infine, l’annunciato “scioglimento” della componente “Partecipazione democratica”. Bellitti non la legge come operazione scissionista, né come un atto di resa nella conflittualità interna. “Il consigliere regionale, Enzo Santochirico, probabilmente ritiene che sia necessario dare una riflessione più profonda sul significato di pluralità all’interno del Pd – spiega il segretario - Se per alcuni la pluralità di idee può rappresentare un limite, per quanto mi riguarda può essere una ricchezza purchè non ci impicchiamo all’assolutismo di una delle componenti o di un’idea. La pluralità significa confronto. Poi ci sono anche le divergenze, contrapposizioni, le rigidità, gli irrigidimenti delle posizioni. E questo rappresenta il tema con cui quotidianamente confrontarsi per superare tutto questo. Noi rappresentiamo un partito con tutte le criticità che all’interno di esso ci stanno. E questo mi sembra che sia il senso della democrazia interna”. In poche parole, al di là della decisione di Santochirico, le correnti continueranno a spirare “Lo scioglimento delle componenti all’interno del Pd non è all’ordine del giorno” chiude Bellitti. A stretto giro, la replica del presidente Stella: “Chi mi accusa di essere incoerente, abbia la forza ed il coraggio di venirsi a confrontare. Sono un uomo senza tessera politica. Non devo prendere ordini da nessuno. E non mi lascio, di certo, spaventare da puorparler e da politici politicanti. Lascio volentieri gli atti di diffida e di sfratto ad altri. Io bado a lavorare e ad andare avanti per la mia strada”.

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