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mercoledì 30 maggio 2012

CSAIL-INDIGNATI: ARIA PULITA NEL PARCO APPENNINO LUCANO

“Il pasticcio dell'avviso di rettifica al disciplinare e, naturalmente, di proroga del termine di scadenza della gara per la fornitura di Software e realizzazione dei servizi per portale web PN Appennino Lucano - campagna di comunicazione web e servizi annessi, per il "Network Turistico Locale”- avvenuto in prossimità della scadenza del bando è significativo della trasparenza che circola negli uffici dell’Ente e degli sprechi sinora prodotti a causa delle – discutibili - scelte clientelari del personale”.
E’ quanto sostiene il presidente del Csail-Comitato Indignati Lucani Filippo Massaro sottolineando che “le grandi aspettative del “popolo del petrolio” riposte su un Parco che doveva essere
un baluardo di difesa dall’aggressione delle compagnie petrolifere sono ampiamente deluse. Il Parco con la vicenda adesso della
gara – continua Massaro – introduce anche elementi di sfiducia nella gestione amministrativa e tecnica. Dopo l’”infornata” di una quindicina di vincitori di concorsi per il personale dell’Ente, guarda caso, tutti figli-parenti di esponenti politici della Val d’Agri, dopo la storia delle guide del Parco in parte selezionate con pubblico avviso e in parte direttamente a piacimento dei sindaci. Adesso basta. Questa volta non si può far finta di nulla e non bastano le cosiddette giustificazioni “fasulle” venute dal responsabile del procedimento, tanto più che già l’elemento inserito nel pubblico avviso di gara e relativo alla necessità di ritirare in sede il cosiddetto “capitolato”, aveva in precedenza sollevato non pochi dubbi e proteste da parte di imprese regionali ed extraregionali, ritenendo la richiesta mai avvenuta in nessuna altra parte d’Italia. Il Csail-Comitato Indignati che ha sempre denunciato i vergognosi accordi di potere Pd-Pdl sul Parco – dice Massaro – chiede l’intervento dei responsabili della Regione per un’inchiesta amministrativa. In caso contrario ci rivolgeremo all’autorità giudiziaria e alla Corte dei Conti per gli enormi sprechi prodotti specie con la pratica delle consulenze e degli incarichi, ovviamente discrezionali. Del resto la presa di posizione venuta da Basilicata Imprese è già pesante nel merito dei sospetti e della denuncia ipotizzando persino interessi specifici da fugare rapidamente.
Nel Parco Appennino Lucano c’è bisogno di aria pulita: a richiederlo sono le comunità locali, i giovani che pure si erano illusi di qualche chance di lavoro, le associazioni e categorie economiche che sperano nell’arrivo di turisti”. Purtroppo la “casta” politica lucana
continua tranquillamente nelle scelte e decisioni molto discutibili che la Magistratura potrebbe prendere i dovuti provvedimenti .

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