
Riprendiamo la mobilitazione nelle terre dell'alluvione Non ci possono
volere 14 mesi per avere risposte.
Quello che abbiamo conquistato con la
lotta deve diventare realtà. Giovedì 26 Aprile 2012: primo giorno
della nuova mobilitazione.
Ore 11,30 - Aula magna del Liceo scientifico di
Laterza - incontro con la stampa pugliese
Ore 19 - Piazza di
Metaponto Borgo Sala della Delegazione Comunale - assemblea del
Comitato
L'assemblea del Comitato che si è tenuta ieri
sera a Marina di Ginosa ha deciso: riprendiamo la mobilitazione. Ad oggi
nemmeno un centesimo è stato speso sul territorio per la messa in sicurezza
e, soprattutto, non c'è una risposta credibile al dramma delle aziende e
delle famiglie colpite vegli interessi economici e nel lavoro e sempre più al
tracollo finanziario. Non ci accontentiamo più di promesse, perché non
si accontentano più i creditori, le banche ed Equitalia e, soprattutto, non
abbiamo alcuna possibilità di riprendere la gestione delle attività ordinarie
di lavoro per mancanza di risorse perse con l'alluvione. Avevamo
chiesto che entro il 30 aprile si chiudesse la prima fase
prevista dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la
Puglia e la Basilicata e, dunque, che si fossero spese le somme previste per
la messa in sicurezza del territorio e che si fosse prodotta una
certificazione dei danni subiti in modo da poter aprire la seconda fase,
ovvero quella delle richieste dei risarcimenti. Avevamo anche posto ai
due commissari (Vendola e De Filippo) la necessità di stanziare ulteriori
risorse, nelle more che si completi l'iter, in modo da venire incontro alle
famiglie alluvionate più esposte ai fenomeni dell'usura ed al tracollo
finanziario. Il 30 di Aprile sta arrivando, a quella data saranno passati
14 mesi dall'alluvione di marzo, 5 mesi in Basilicata e 4 in Puglia dalla
nomina del Commissario straordinario e le famiglie sono allo stremo mentre
gli argini sono ancora come erano i giorni delle alluvioni. Siamo
sorpresi del fatto che dopo la nomina dei Commissari straordinari, non ci sia
stato uno scatto di iniziativa per risolvere i problemi aperti. La loro
nomina, conquistata con la mobilitazione ed il sacrificio di tanti,
ha suscitato speranze ed attese positive che, per una volta, potessero
essere date risposte a diritti legittimi in un territorio ferito. Così non è
ancora e non certo per nostra responsabilità; noi abbiamo continuato a
seguire le questioni, a proporre soluzioni ad offrire sostegno alle
istituzioni impegnate nell'applicazione dell'Ordinanza. Tocca ai due
commissari (Vendola e De Filippo) ed alle loro strutture dare risposte.
Quelle risposte che ancora non ci sono. Noi ritorniamo in
mobilitazione e non ci fermeremo, ancora una volta, fino a quando non vedremo
diventare realtà le promesse. Invitiamo la stampa a seguire le
iniziative dei prossimi giorni a partire dai primi due appuntamenti per il
primo giorno (26 aprile 2012): conferenza stampa alle 11,30 nella sala del
Lice Scientifico di Laterza (al termine dell'incontro con gli studenti dal
titolo "Maipiù disastri ambientali e bombe d'acqua) e assemblea/evento alle
19 nella delegazione comunale di Metaponto (Piazza del Borgo) con l'avvio
concreto della
mobilitazione. Riprendiamo la mobilitazione nelle terre dell'alluvione Non ci possono
volere 14 mesi per avere risposte. Quello che abbiamo conquistato con la
lotta deve diventare realtà Giovedì 26 Aprile 2012: primo giorno
della nuova mobilitazione
Ore 11,30 - Aula magna del Liceo scientifico di
Laterza - incontro con la stampa pugliese.
Ore 19 - Piazza di
Metaponto Borgo Sala della Delegazione Comunale - assemblea del
Comitato
L'assemblea del Comitato che si è tenuta ieri
sera a Marina di Ginosa ha deciso: riprendiamo la mobilitazione. Ad oggi
nemmeno un centesimo è stato speso sul territorio per la messa in sicurezza
e, soprattutto, non c'è una risposta credibile al dramma delle aziende e
delle famiglie colpite vegli interessi economici e nel lavoro e sempre più al
tracollo finanziario. Non ci accontentiamo più di promesse, perché non
si accontentano più i creditori, le banche ed Equitalia e, soprattutto, non
abbiamo alcuna possibilità di riprendere la gestione delle attività ordinarie
di lavoro per mancanza di risorse perse con l'alluvione. Avevamo
chiesto che entro il 30 aprile si chiudesse la prima fase
prevista dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la
Puglia e la Basilicata e, dunque, che si fossero spese le somme previste per
la messa in sicurezza del territorio e che si fosse prodotta una
certificazione dei danni subiti in modo da poter aprire la seconda fase,
ovvero quella delle richieste dei risarcimenti. Avevamo anche posto ai
due commissari (Vendola e De Filippo) la necessità di stanziare ulteriori
risorse, nelle more che si completi l'iter, in modo da venire incontro alle
famiglie alluvionate più esposte ai fenomeni dell'usura ed al tracollo
finanziario. Il 30 di Aprile sta arrivando, a quella data saranno passati
14 mesi dall'alluvione di marzo, 5 mesi in Basilicata e 4 in Puglia dalla
nomina del Commissario straordinario e le famiglie sono allo stremo mentre
gli argini sono ancora come erano i giorni delle alluvioni. Siamo
sorpresi del fatto che dopo la nomina dei Commissari straordinari, non ci sia
stato uno scatto di iniziativa per risolvere i problemi aperti. La
loro
nomina, conquistata con la mobilitazione ed il sacrificio di tanti,
ha suscitato speranze ed attese positive che, per una volta, potessero
essere date risposte a diritti legittimi in un territorio ferito. Così non è
ancora e non certo per nostra responsabilità; noi abbiamo continuato a
seguire le questioni, a proporre soluzioni ad offrire sostegno alle
istituzioni impegnate nell'applicazione dell'Ordinanza. Tocca ai due
commissari (Vendola e De Filippo) ed alle loro strutture dare risposte.
Quelle risposte che ancora non ci sono. Noi ritorniamo in
mobilitazione e non ci fermeremo, ancora una volta, fino a quando non vedremo
diventare realtà le promesse.
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