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lunedì 9 aprile 2012

PASQUETTA IN AGRITURISMO: L’APPUNTAMENTO TURISMO VERDE A MIGLIONICO


Un antico camino acceso fa dimenticare le temperature invernali di una Pasquetta bizzarra con spruzzi di neve persino sulla collina lucana. Se poi in tavola ci sono piatti più robusti e meno primaverili è ancora meglio per allontanare il freddo che nelle campagne, specie nella vallata tra Miglionico, Grottole e Pomarico, è trasportato da un vento gelido. L’appuntamento che Turismo Verde (Agenzia Agrituristica della Cia) ha dato ai buongustai alla ricerca di nuovi e vecchi sapori è all’Agriturismo Fontan di Noce a Miglionico, “simbolo innovativo” dei 192 agriturismi e punti di ristoro presi d’assalto anche per il Lunedì dell’Angelo 2012. La novità di questo appuntamento in un’antica masseria sapientemente ristrutturata ricreando l’atmosfera degli agricoltori più illuminati di metà secolo scorso, quelli con il pallino fisso di sperimentare, è la proposta di un menù rigorosamente contadino con sapiente-gustosa rivisitazione.

In questa azienda della Collina Matera come in tutte le altre è ovviamente la cucina il piatto forte di richiamo tanto più che, come dice spesso Rocco Papaleo se “lucano è diventato chic”, mangiare lucano si sta affermando come una “tendenza” . E allora ecco la tendenza creativa, perchè non bastano solo la pasta fatta in casa, i salumi e i formaggi tipici, il vino paesano a fare la cucina lucana. Un piccolo laboratorio di idee, proposte, progetti, sperimentazioni è, in proposito, l’azienda Fontan di Noce della famiglia Digregorio-Manicone. La famiglia di “Fontan di Noce” (Giuseppa, Alfredo, Beatrice, Rachele, Stefano ed Adriana) hanno pensato ad ogni particolare dell’ospitalità: la musica in sala (suonata dall’arpista Rachele) per l’atmosfera di relax, i piatti rielaborati con creatività valorizzandone i sapori (Giuseppa e Stefano-cuoco matematico), la scelta dei prodotti (Alfredo), l’accoglienza, la spiegazione dei piatti, la conversazione con il servizio ai tavoli (Beatrice ed Adriana-artista di disegno). Una formula di ospitalità nella “tua casa di campagna”, tra l’altro particolarmente apprezzata per i visitatori di Matera, a pochi chilometri, che decidono di abbinare l’itinerario culturale (i Sassi sopratutto) a quello rurale. La serie di dodici antipasti è sicuramente l’idea più riuscita di cosa rappresenta il brand agriturismo fatto di gusto (cucina), tatto (erbe officinali), olfatto (prodotti freschi), vista (collina di Miglionico-Grottole), udito (uccelli e vento). E’ la presentazione degli ingredienti poveri a fare ricca la tavola con il trionfo persino della cipolla che diventa un’orchidea che si apre, o i fili di zucchine e melanzane fritti, la frittatina di erbette. I primi della tradizione gastronomica materana si sposano con la sperimentazione della cucina degli chef da quattro cappelli delle guide più prestigiose e diventano trofie con cardoncelli in purea di ceci o orecchiette maritate con rape e cruschi. Per Pasquetta anche l’agnello degli allevamenti locali, gusto intenso già di suo, è insaporito con le erbe officinali e l’uovo. Ci sarà pure un motivo se il tycoon russo Tariko dopo aver acquisito il Gruppo Gancia è disposto a mettere sul piatto 300 milioni di euro per acquisire brand italiani di vino e attività agrituristiche e che la maison di moda Ferragamo ha investito una decina di milioni di euro in aziende agrituristiche. Certo trovarlo in una campagna della collina materana a metà strada tra Miglionico e Grottole non è monetizzabile al pari dei grandi investitori stranieri ed italiani ma se non altro dà esattamente il valore fondamentale di un “bene di eccellenza”. Proprio quel brand che investitori esteri vogliono comprare e che qui è una risorsa sicuramente sottovalutata (attività imprenditoriale di serie b) e quindi tutta ancora da promuovere e valorizzare. La “ricetta” svelata da Turismo Verde: senza azienda agricola e famiglia di agricoltori non c’è agriturismo, perché per essere genuina e non da ristorazione più o meno accettabile, senza passione per la terra e le produzioni tipiche e locali, che le giovani donne di Fontan di Noce riescono a trasmettere, sarà pure mangiare bene ma qui è tutta un’altra cosa.