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lunedì 23 aprile 2012

MARCONIA: DUE DONNE E UN MINORE TUTTI CITTADINI EXTRACOMUNITARI ARRESTATI PER VIOLAZIONE DI DOMICILIO E DANNEGGIAMENTO.



In Marconia di Pisticci  due donne e  un  minore, tutti  cittadini  extracomunitari,  di nazionalità Marocchina, venivano tratti in arresto perché  ritenuti responsabili di violazione  di domicilio aggravato, resistenza a Pubblico Ufficiale e false dichiarazioni sulla loro identità. Nella notte il proprietario di un’abitazione,  ubicata nella frazione di Marconia, segnalava al “112”  dei  Carabinieri  che  delle  persone  a  lui  sconosciute  avevano  occupato  un  alloggio  di proprietà  regolarmente  mobiliato  e  momentaneamente  non  abitato,  permanendovi  senza  il suo  consenso.  All’atto  dell’intervento il personale  dell’Aliquota Radiomobile  della Compagnia e della Stazione di Pisticci  constatava che la porta d’ingresso era stata forzata ed all’interno dell’alloggio in argomento due donne ed un minore si erano “accasati”  disfacendo le  loro  valige    contenenti  abbigliamento  e  buffetteria  varia  quali  pentole  ed  alimenti.    Gli occupanti opponevano una ferma e reiterata resistenza all’indirizzo dei militari intervenuti ed in  ultimo  adagiandosi  supini  per  terra  impedivano  al  personale  operante  di  svolgere  le operazioni  finalizzate  alla  loro  identificazione.  Le  persone    arrestate  venivano,  quindi,  condotte in Caserme dove fornivano false generalità che rendevano, in un primo momento, difficoltoso  la  loro  identificazione.  I  Carabinieri  scongiuravano  l’ennesima  occupazione abusiva  atteso  che  nella  zona,  in  passato,  sono  stati  occupati  arbitrariamente  altri  alloggi popolari  di  proprietà  dell’A.T.E.R..  I  tre  cittadini  extracomunitari  venivano  arrestati  perché ritenuti   responsabili   dei   tre   pesanti   capi   d’imputazione   richiamati.   Il   minore   veniva accompagnato presso l’abitazione del padre, anch’esso marocchino,  così come disposto dal Tribunale per i minori di Potenza, mentre le donne,  madre e figlia, venivano giudicate con rito direttissimo dal Tribunale di Matera che convalidava l’arresto.   

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