“Siamo ancora in attesa che si incentivino buone prassi nella programmazione-gestione delle risorse petrolifere per dare credito all’impegno del “subdolo Governatore-sceicco” di incentivare buone prassi nelle rinnovabili”. E’ il commento del presidente del Csail-Comitato Indignati Lucani Filippo Massaro ricordando che siamo al “solito e nauseante bluff della casta politica lucana perché tutta l’attenzione della Giunta è rivolta al petrolio tant’è che la Basilicata è chiamata dagli organismi dell’Unione Europea e da quelli statali ad aumentare, nel giro di qualche anno, la quota minima di incremento dell'energia pulita dal 7,9% attuale al 33,1%, un obiettivo sicuramente difficile da raggiungere nonostante la nuova legge. Il provvedimento adottato dal Consiglio Regionale, pertanto – dice Massaro – è solo fumo negli occhi nel tentativo di accreditarsi tra le comunità del comprensorio petrolifero come chi intende dare rilevanza anche alle fonti di energia alternativa al petrolio. A parte il fatto che come accade per le compagnie petrolifere anche nel rapporto con le società che si occupano di eolico e solare l’atteggiamento di contrasto di lobby è sempre e solo formale. Infatti la stessa situazione che si registra con i pozzi – continua Massaro - viene catapultata per i parchi eolici e gli impianti di energia termica con danni all’ambiente, al paesaggio e al territorio sino a convincere i sindaci ad accedere a qualsiasi richiesta di un parco eolico in cambio di un piatto di lenticchie. La verità è che il Piano energetico regionale è il classico specchietto per le allodole, nel senso che per distogliere l’interesse dei cittadini sui futuri programmi di sfruttamento degli idrocarburi si vorrebbe far credere che la Regione dello Sceicco Lucano intende promuovere persino mini-impianti di eolico e solare salvo a dimostrarlo tenuto conto che le macchinose e burocratiche procedure tecnico-amministrative scoraggiano l’agricoltore intenzionato ad autoprodurre energia per soddisfare alle esigenze della propria azienda. E’ soprattutto lo snellimento delle procedure che ci interessa – spiega Massaro - in quanto i tempi imposti dall’Enel ed avallati dall’Autorità Energia Elettrica e Gas sono,volutamente, troppo lunghi e scoraggiano i cittadini. Basti pensare che il tempo necessario per la realizzazione delle opere per la connessione alla rete elettrica è stimato, vergognosamente, dall’Enel in 16 mesi per la realizzazione del nuovo impianto di trasformazione (CP) 150/20 Kv; 20 mesi per la realizzazione della Stazione RTN 380/150 Kv; 16 mesi per la nuova S.E. RTN fino a 150 Kv; 8 mesi più un mese al Km per i raccordi alle linee RTN. Se a tutto ciò – conclude Massaro - si aggiungono i tempi relativi all’ìter autorizzativo e alla incapacità di amministratori regionali e locali si deve calcolare in media non meno di sei anni prima che un’azienda agricola possa allacciare il proprio mini-impianto energetico alla rete Enel. Il Csail-Comitato Indignati realizzerà una campagna di informazione perché i lucani sappiano realmente i risultati delle politiche energetiche della Giunta che è la molla principale degli Indignati Lucani “ .
Filippo Massaro Csail- Comitato Indignati Lucani

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