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venerdì 20 aprile 2012

INDIVIDUAZIONE NUOVA FARMACIA, LAMBOGLIA (IDV-LAURIA LIBERA): «PRESERVATI GLI INTERESSI DI POCHI»

Nel Consiglio comunale odierno ancora una volta la politica ha dimostrato di essere assente e prevalentemente collegata ad interessi di altro genere che nulla hanno a che fare con l’interesse del territorio nella sua interezza.
Infatti, a parte il voto contrario della maggioranza su una mozione che impegnava Sindaco ed Amministrazione ad attivare il Fondo rotativo di Kyoto ed ad usufruire del bando “Il sole a scuola” disposto dal ministero, per meri motivi di protagonismo politico, l’assenza della politica nel mettere in campo scelte riformiste, coraggiose e volte a riformare la pianificazione territoriale è stata confermata nella discussione sulle farmacie.
Dovendo deliberare per l’ubicazione del nuovo presidio farmaceutico, come disposto dalla legge n. 27 di marzo 2012, il gruppo Lauria Libera-IDV ha proposto, prendendo atto della scelta effettuata della maggioranza di predisporre il nuovo presidio nell’area nord sulla sinnica, un emendamento mediante il quale si chiedeva, sulla base di pareri tecnici ben precisi ed integranti la proposta della maggioranza, di avviare una revisione della pianta organica che consentisse di avere una disposizione dei vari presidi farmaceutici in modo tale da poter consentire una equa copertura del territorio ed in particolare di avere un presidio anche nell’altra macro-area ovvero l’area sud (Galdo-Taverna-Melara). Perdendo di vista l’obiettivo della politica che impone una adeguata pianificazione territoriale, in base a criteri di equità e pertinenza, tale da andare incontro all’esigenza di un territorio complesso quale quello di Lauria, il Consiglio e quindi la maggioranza, ad eccezione del nostro gruppo, ha deciso di esprimere voto contrario rifiutandosi di avviare un confronto che avrebbe dato lustro alla capacità della politica di mettersi in discussione e pianificare svincolandosi da ragionamenti opportunistici e volti a coprire rapporti personali che nulla hanno a che vedere con l’interesse del collettivo. Naturalmente il nostro gruppo, pur imputando forti responsabilità politiche a chi si limita a fare quello che dispongono le direttive senza badare in modo alcuno a quelle che possono essere azioni di prospettiva e di lungimiranza del territorio, ha votato a favore della proposta avanzata dalla maggioranza, distinguendoci da essa nel merito e nel metodo, facendo pesare l’incapacità di chi predica riformismo ma poi si arrocca su posizioni di favore che nulla hanno a che vedere con l’interesse collettivo che dovrebbe ispirare l’azione politica di ogni amministratore. Siamo al paradosso: si rifiuta la logica di affidare i partiti in mano alle lobby sul finanziamento pubblico ai partiti e poi su scelte di ampio respiro ci fermiamo preservando l’interesse di pochi.

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