E chi spiega adesso all’on. Gianni Pittella la motivazione politica delle nomine in SEL, in stretta e coerente strategia di quelle in Acquedotto Lucano?
Pittella ieri aveva scritto (“Quello che il Pd deve fare. Subito”): “si tratta di allontanare la politica dall’erogazione dei finanziamenti pubblici e dalle nomine negli enti, nelle società controllate, riservando agli incarichi elettivi esclusivamente un compito di indirizzo e di controllo”. Ed invece – precisa Filippo Massaro - le scelte effettuate, direttamente dal Presidente De Filippo o dal centrosinistra, sono tutto l’opposto con il criterio di proteggere partiti in via di estinzione (come si fa per i “Panda” tutelando gli ultimi esemplari, in questo caso Comunisti Italiani e Verdi), di premiare i primi dei non eletti nella lista del Pd alle regionali 2010 (come se andassero risarciti dal torto che gli elettori gli hanno fatto) e di spartire nel centrosinistra, col solito nauseante sistema, i posti che il Pd ha reso disponibili lasciandone qualcuno al Pdl.
Forse l’europarlamentare ha scelto l’occasione sbagliata per aprire bocca ma certamente la contestualità del suo autorevole intervento con la tornata di nomine “a spizzichi e bocconi”, in modo da evitare che gli scontenti saltino fuori perché in attesa di ripescaggio per le prossime nomine, lascia il segno e conferma che l’autoriforma dei partiti per essere credibile deve partire da atteggiamenti di coerenza e da una nuova classe dirigente.
Dunque quello che il Pd avrebbe dovuto fare ieri - spiega Massaro - non era certo premiare i suoi uomini e consentire che nei CdA entrassero uomini dei partiti alleati o dell’opposizione. Persino il “manuale Cencelli” di tradizione democristiana viene largamente superato da un meccanismo più moderno e più efficace: il “manuale De Filippo”. Uno strumento, pagato con i soldi degli onesti cittadini, che garantisce il controllo totale di ogni settore della società lucana ma che difficilmente può garantire l’annullamento della incalzante protesta e delle voci di dissenso di metodo e di merito. Nel caso di SEL - continua Massaro - il “popolo del petrolio” ha più di qualcosa da lamentare perché nonostante i proclami e De Filippo, stucchevole, si ostina a considerare l’Ente una “solida realtà”, la gente della Val d’Agri e del Sauro non ha ancora percepito quale beneficio abbia dato il supermanager precedente promosso all’Arbea e dove siano finiti i soldi degli investimenti. Le grandi risorse del sottosuolo lucano vengono dissipate anche dai vergognosi e intollerabili “carrozzoni politici mangia soldi” .
Infine, un invito all’on. Pittella: quando ha tempo tra un viaggio e l’altro in Europa venga a farsi un giro in Val d’Agri per verificare qual’è il livello di fiducia dei valligiani nella politica.
